
di Giulio Galetti
STORY TELLING & DEZINFORMATSIYA
(IL MARTIRE MANCATO)
E’ invalsa l’opinione che Assange sia un martire ingiustamente perseguito per aver smascherato le orribili malefatte degli amerikani.
Ma vediamo da vicino il CV di questo martire miracolato, grazie alla campagna presidenziale di Biden, in ansia da prestazioni testimoniata da questo goffo tentativo di recuperare “immagine” visto che il suo ruolo di paciere il medio oriente è stato del tutto ridicolizzato, dal ritiro in Afghanistan fino ai giorni nostri.
I problemi di Julian Assange iniziano poco dopo i leaks sulle guerre in Afghanistan e Iraq.
Due donne svedesi lo accusarono di violenze sessuali e nel 2012 e a seguito di un mandato di estradizione avanzato da Stoccolma.
Assange fa richiesta di asilo politico presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra. Il presidente ecuadoriano Rafael Correa accoglie la richiesta di Assange, vale la pena di ricordare che Correa già al suo insediamento espulse diplomatici USA ristabililendo le relazioni diplomatiche tra l’Ecuador e l’Iran: il presidente iraniano Ahmadinejad fu invitato alla cerimonia di insediamento di Correa alla presidenza.
L’asilo politico di Assange fu interrotto nell’aprile del 2019, dal neoeletto presidente Lenin Moreno che era di diverso parere dal suo predecessore.
Al momento della sua espulsione l’arresto da parte delle autorità britanniche fu immediato, con l’accusa di aver evaso l’estradizione in Svezia. Poco dopo i giudici svedesi ritirarono l’accusa, ma ciò nonostante Assange non fu scarcerato poiché, nel frattempo, gli Stati Uniti avevano fatto richiesta di estradizione, con l’accusa di aver violato un computer del Pentagono con l’ex soldato Chelsea Manning per l’hackeraggio di un computer del Pentagono.
Interviene la Russia: “La mano della democrazia stringe la gola della libertà”, scrisse su Facebook all’epoca, la portavoce del ministero degli Esteri, la famigerata Maria Zakharova.
È necessario rispondere a un paio di quesiti in merito alle azioni di Assange.
Le azioni di Assange hanno costituito un atto di disobbedienza civile o erano invece dei reati?
I mezzi utilizzati da Assange erano giustificati dalle circostanze?
Procediamo con ordine:
Julian Paul Assange ha fondato WikiLeaks nel 2006 come “organo di stampa online destinato alla pubblicazione di documenti secretati da parte di informatori anonimi” in pratica è un cloud in grado di ricevere in modo anonimo, grazie a un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto che poi vengono caricati sul sito web.
Il controllo sulle informazioni così raccolte è aleatorio essendo lo scopo finale del sito asservito alla filosofia “cypher-punk”. Assange sostiene: «Ciò a cui mi sono opposto, e continuo ad oppormi, è l’uso della segretezza da parte delle istituzioni per proteggersi dalle reali malvagità che hanno compiuto».
I segreti di stato sono intrinsecamente sbagliati e andrebbero aboliti?
La storia ci ha poi insegnato che la strategia, l’intelligence e le informazioni sono asset anche più importanti delle armi convenzionali nei conflitti geopolitici. È per questo che i governi hanno creato le agenzie d’intelligence.
La maggior parte del loro lavoro consiste nell’ottenere, gestire e analizzare informazioni sensibili che devono essere tenute segrete poiché, se diffuse, potrebbero essere utilizzati dagli avversari per compromettere la sicurezza nazionale di uno stato. Ovviamente, questo è un potere che può essere abusato, esattamente come ogni altro tipo di potere, ma ciò non implica che le pratiche d’intelligence e la segretezza siano strumenti illegittimi. Per Assange i governi non sono legittimati a nascondere alcun tipo di informazioni, indipendentemente dal contesto.
Nell’Aprile 2010 scoppiò il primo scandalo causato da WikiLeaks. Il sito pubblicò la registrazione top secret dell’attacco di un elicottero americano avvenuto nel 2007, a New Baghdad. Nel video è possibile vedere l’equipaggio sparare colpi su una decina di civili innocenti, tra cui due giornalisti di Reuters rimasti uccisi e due bambini gravemente feriti, il video è tuttora in rete con il titolo attribuitogli da Assange: “Collateral Murder” (Omicidio Collaterale).
A Luglio, WikiLeaks torna sotto i riflettori con la pubblicazione di 75.000 rapporti del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sulla guerra in Afghanistan, intitolati “Afghan War Diaries” (“Diari della Guerra Afgana) .
Nell’Ottobre del 2010, WikiLeaks pubblica i cosiddetti “Iran War Logs” (Diari sulla Guerra in Iraq), 400.000 rapporti top-secret sulle attività delle forze armate americane in Iraq tra il 2004 e il 2009.
Novembre 2010, WikiLeaks pubblica documenti riservati giunti da una fonte riconducibile ad agenti dei servizi russi, nascosti sotto l’avatar di Guccifer 2.0, ben 250.000 cablogrammi del Dipartimento di Stato americano, .
Nel luglio 2016, WikiLeaks rilasciò 20.000 email e 8000 allegati audio inviati dai leader del Democratic National Committee. Successivamente.
Nell’ottobre 2016, appena un mese prima delle elezioni presidenziali americane , il sito fondato da Assange pubblica più di 20.000 email dal profilo di John Podesta, il quale all’epoca era manager della campagna elettorale alle presidenziali della candidata democratica Hillary Clinton.
La sconfitta della candidata democratica e la vittoria di Donald Trump furono in parte determinate da una Cyber War orchestrata dalle sezioni dell’FSB russo che fece abilmente leva su quelle informazioni.
Ricapitolando, i sostenitori di Assange, coloro che lo considerano un eroe/martire ritengono che egli abbia agito nell’interesse pubblico rivelando “verità” sulle guerre in Iraq e Afghanistan e denunciando le presunte ingiustizie che permisero a Hillary Clinton di candidarsi con il Partito Democratico alle presidenziali del 2016.
Wikileaks pubblicò, con metodica continuità durante tutta la campagna elettorale email private che gli hacker russi avevano rubato dai server del partito di Hillary Clinton e poi consegnato a Wikileaks (stabilito dalle indagini del procuratore Mueller). Le mail non rivelavano alcun comportamento scorretto né tantomeno illegale, ma erano imbarazzanti, come lo sono tutte le mail private, specie quelle di un litigioso partito di sinistra. “I love Wikileaks, it does amazing things” disse Donald Trump in un comizio a Tulsa poco prima di aggiudicarsi la corsa alla Casa Bianca…
La realtà è molto diversa: Assange mise a rischio la vita di centinaia di agenti americani e di informatori/ collaboratori afghani e iracheni. Molti di loro furono rintracciati. Non si hanno più notizie di almeno centosettanta informatori operativi in Medio Oriente. Le identitá rivelate degli agenti facenti parte dei servizi USA provocarono un danno enorme e (ovviamente) non sapremo mai se quegli agenti operativi sono stati eliminati o meno.





