Home Politica RESTAURIAMO LA GOGNA PER I SENZA ANIMA

RESTAURIAMO LA GOGNA PER I SENZA ANIMA

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Un “impreditore” agricolo abbandona un bracciante che lavora in nero con il suo braccio staccato davanti a casa sua e se ne va. Il bracciante, che poteva essere curato, muore.

L’omuncolo che lo ha abbandonato alla morte è adulto e dovrebbe essere cosciente, ma è un senz’anima.

Prendono un cane che dormiva con il suo padrone, lo hanno ucciso a coltellate, e lo hanno gettato nel torrente Galeria a Roma.

I presunti protagonisti del feroce atto criminale sono due fratelli italiani senza dimora di 44 e 46 anni, due coglioni precisi, che vivono in giacigli di fortuna nei pressi della stazione di Ponte Galeria. I due omuncoli senz’anima sono adulti.

“L’ho uccisa guardandola negli occhi”, dice l’assassino di una sedicenne, altro omuncolo senz’anima.

Scatta la norma. I tribunali entrano nella foresta impenetrabile del diritto giustinianeo, fatto di leggi, leggine, dottrina, giurisprudenza, interpretazioni, e via elencando all’infinito.

Poi arrivano gli psicologi. Il soggetto ha turbe infantili perché la nonna picchiava la madre, che è diventata anaffettiva e, per conseguenza, il noto soggetto è nato in un contesto anaffettivo e, quindi, va considerato come vittima di un sistema. Cosa poteva fare se non uccidere, scappare, vessare, distruggere?

Poi arrivano i sociologici. La società è all’origine di comportamenti che vanno compresi nel contesto.

Infine arrivano i custodi secolari del pentimento: “Si è pentito, ha incontrato Gesù, non è più lui”.

La conseguenza è che chi ha ucciso gratuitamente, chi ha privato altri della propria vita, viene affidato ai servizi sociali e, se è bravo a raccontarla, te lo trovi che insegna o scrive come columnist sui giornali del manicomio occidentale.

Ci si lamenta perché sono piene la carceri.

Inauguriamo i lavori forzati.

Alzabandiera alle ore 6, lavoro a ripulire alvei dei fiumi, a rimettere a posto boschi, e via discorrendo. Alle ore 12 rancio. Alle ore 13 ripresa lavori. Alle ora 18 ammaina bandiera e a dormire. Niente tv, niente telefonini, niente di niente: pane e lavoro.

Per i più fetenti, come quello del braccio staccato in una cassetta o quei due del cane a coltellate, una gogna preventiva: esposti al ludibrio di chi passa, sputacchiati dal mondo che hanno violato.

Una certa élite di matti ha deciso che dobbiamo vivere nella tarda antichità o nell’alto Medioevo? Benissimo. Restauriamo la gogna per i senza anima.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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