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COSA FARA’ LA SCHLEIN?

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di Gianvito Caldararo

Tutti si chiedono cosa farà la Schlein dopo il positivo risultato delle elezioni europee. Sarà una duplice azione, una interna e una esterna. Quella interna mirerà a rafforzarsi all’interno del partito, consolidando il rapporto con coloro che sono stati gli artefici del successo elettorale del PD, come:  Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Bonaccini,  presidente dell’Emilia-Romagna, Dario Nardella, sindaco di Firenze, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo.e Matteo Ricci, sindaco di Pesaro.

Mentre per quanto riguarda l’azione politica esterna, punterà, da subito, a costituire in Parlamento una intesa con quelle forze politiche che sono tenacemente contro le note tre riforme che il Governo di Giorgia Meloni, con non poche difficoltà, intende portare avanti. Riforme che costituiscono la medaglietta che ogni forza politica di maggioranza si è intestata e che hanno ampiamente dichiarato durante la campagna elettorale.

Mi riferisco alla riforma del “Premierato” voluta dal partito della Meloni, cioè Fratelli d’Italia, alla riforma “dell’Autonomia differenziata” prenotata dalla Lega di Salvini ed, infine, a quella della giustizia con la “divisione delle carriere” sostenuta da Forza Italia, che Tajani, il nuovo leader di Forza Italia, intende intestarla al ricordo di Silvio Berlusconi.

Appare evidente che la Schlein punterà ad organizzare una forte opposizione in Parlamento per ostacolare il cammino di tali riforme. Allo stato attuale le forze che si sono espresse con maggiore tenacia contro le 3 riforme innanzi citate, sono il PD (Partito democratico), il M5S ancora di Conte ed infine AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) del duo Bonelli-Fratoianni.

In tale direzione la Schlein è agevolata grazie al deludente risultato del M5S e, quindi, al vanificarsi del sogno di Conte, di un suo ritorno a Palazzo Chigi, e al sorprendente risultato di AVS, attestatosi sul sette per cento. La Schlein ha ormai conquistato il ruolo di “federatrice” dello schieramento che rappresenterà l’alternativa al centrodestra che sostiene il Governo di Giorgia Meloni.

Tale schieramento dovrà poi trasferire la sua iniziativa politica nel paese, allorquando le citate riforme in gestazione passeranno al vaglio dell’inevitabile referendum, dal momento che non esiste in Parlamento la maggioranza dei 2/3 dei voti a favore. Questo è quanto la Schlein verosimilmente farà a breve.

Appare, al momento, difficile associare a tale schieramento sia Azione di Calenda e sia Italia Viva di Renzi, entrambi usciti sconfitti dalle elezioni europee per non aver superato la soglia di sbarramento del quattro per cento. A tal proposito, in entrambi tali partiti si vanno agitando le acque e si vocifera di un’azione congiunta tra Richetti di Azione e Marattin di Italia Viva, per giungere ad una nuova unità e ad una nuova leadership.

Al momento, appare difficile associare Azione alla iniziativa federativa della Schlein, anche se Calenda ha detto di guardare a “sinistra”. Mentre, appare impossibile aggregare Italia Viva di Renzi, anche per la iniziativa referendaria della CGIL di Landini per l’abolizione del Jobs Act, la riforma del lavoro voluta dal Governo guidato da Matteo Renzi.

 Iniziativa, che non potrà non creare qualche problema ai cosiddetti “riformisti” del PD, come Del Rio, il quale si è posto a difesa di una riforma che sostiene essere di “sinistra”. E’ evidente che la iniziativa della Schlein, non è cosa facile, anche perchè siamo di fronte ad un M5S in forte agitazione interna, dove viene posta in discussione, addirittura con invito alle dimissioni, la leadership di Giuseppe Conte, nel mentre avanza la candidatura della Appendino, già sindaca di Torino.

Contro Conte, è insorto anche Luigi Di Maio, il quale ha dichiarato: “Conte ha snaturato il M5S”. Anche Danilo Toninelli, ha detto: “Il M5S non è più un partito rivoluzionario. Conte è un tecnico che non ha la capacità di emozionare”. Molto problematico è il “silenzio” di Fico, l’ex presidente della Camera dei deputati. Le acque agitate del M5S non preoccupano la Schlein, la quale ha già avuto il consenso di gente che in precedenza votava M5S.

Il PD della Schlein potrebbe rappresentare l’approdo per i tanti elettori delusi del M5S, nonché di Azione di Calenda e di quelli di Italia Viva di Renzi. Il centro ipotizzato da Calenda e Renzi è sempre più presidiato da Forza Italia del tranquillo Antonio Tajani, nonché dai ” riformisti ” del Partito Democratico. Si resta in attesa di vedere la Schlein nella sua iniziativa politica. Lo scontro è tutto al femminile e vede come protagoniste la “ borgatara” Giorgia e la “borghese” Elly.

Chi vincerà lo vedremo quanto prima.

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  • Redazione

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