
di Marforius
Ieri le agenzie di stampa hanno reso noto che D’Alema, insieme ad altri, è stato oggetto di una perquisizione, correlata a una inchiesta relativa a un traffico di armi con la Columbia, della quale alcuni giornali avevano già parlato.
La cosa, come ovvio, ha certamente colpito l’opinione pubblica, anche in considerazione del ruolo e del peso politico che ha avuto e che ancora ha lo stesso.
Chi scrive è sempre stato garantista, peraltro non a senso unico alternato. D’Alema è innocente sino a quando non saranno esperiti i gradi di giudizio che eventualmente verranno celebrati, ammesso che alla fine possa risultare colpevole, cosa che certamento non ci auguriamo.
Cio’ premesso, non si può però sottacere che si è potuto rilevare, rispetto a una notizia del genere, una sorta di silenzio mediatico a reti unificate. Cosa che dovrebbe essere normale in un paese appunto normale, ma che normale non è, allorché a parti politiche invertite, come chiunque può immaginare, sarebbe andato diversamente.
A parti invertite sarebbero stati messi in onda immediatamente talk show, special straordinari, come pure avremmo avuto subito la ricomparsa delle donne in nero, comprese quelle acromaticamente corrette, con contorno di popolo viola. Non sarebbero peraltro mancati girotondini, registi, scrittori e vignettisti alla ‘page’, sardine varie, elevati tuonanti, compresi i vari Torquemada e i gran sacerdoti della supponenza e della propaganda.
Certo, dal punto di vista di questi signori, amanti della verità di regime e giustizialisti di professione, la botta è stata forte. C’è anche da capirli, seppur da tempo il regime mediatico propagandistico, incentrato su una superiorità etica e morale supposta (nel senso di ipotizzata, sia ben chiaro), derivata da teorie sociologiche, che la realtà fattuale e la storia hanno demolito, non incanta più nessuno.
Anzi costoro aiutano la maggioranza di governo, che beneficia di un qualcosa che civilisticamente ricorda l’indebito arricchimento. Ma si sa, in politica, soprattutto nel nostro Paese, non si sceglie il migliore, ma il meno peggiore. Peraltro il migliore qualche decennio fa veniva da molti scelto, risultando poi fra i peggiori di sempre.
Mala tempora currunt, le congiunture astrologiche sono cambiate, i cieli sono mutevoli, anche gli dei cadono, insieme al loro pontefice maximo di riferimento.
Amen awomen


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


