
Facciamo a capirci.
L’appartenenza dell’Italia alla NATO mi sembra fuori discussione. L’ipotesi di essere “neutrali” mi sembra un errore concettuale, anche al di fuori della attuale situazione di tensioni e di guerra in Europa. Ma far parte di un organismo non può significare “obbedire” e basta.
Sul ruolo della NATO rispetto alla guerra in Ucraina si può discutere a lungo, e lo si è fatto e lo si farà, anche se negare una verità mi sembra sbagliato. Ma ora la NATO sta dicendo qualcosa che va immediatamente rinviato al mittente: quando si parla di un fondo – qualsiasi sia l’importo – per assicurare rifornimenti di armi all’Ucraina si dice qualcosa che è fuori da ogni accordo, ogni intesa, ogni ragione.
La NATO è un’organizzazione di difesa: si mette in moto se uno dei suoi membri viene attaccato. Con «una azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata»: dunque non necessariamente militare e comunque non automatica.
Qui si travalica ogni logica. La solidarietà all’Ucraina può dare luogo a interessamenti della NATO. Non oltre. Si può, come NATO, esprimere compiacimento perché i Paesi suoi membri hanno deciso di aiutare l’Ucraina a difendersi. Non si può e non devono prendersi iniziative in quanto NATO. Non è una formalità: è sostanza.
Se questa ipotesi, ed ogni altra che Stoltenberg sta piano piano mettendo sul tavolo, ogni volta facendo un passettino in avanti, dovesse diventare qualcosa di più di un chiacchiera oltretutto stupida, va chiesto a Meloni di prendere le distanze e con estrema decisione. Se c’è qualcuno che capisce qualcosa di politica, nell’opposizione, dovrebbe farlo subito. E incalzare.
La stessa decisione di aiutare l’Ucraina, a questo punto e visto l’andazzo, va rimodulata: conferma del si ad aiuti in armi, conferma del no a coinvolgimento di truppe, conferma – come condiții sine qua non per mantenere questa posizione – di una azione diplomatica forte ed incisiva per arrivare, per intanto e velocemente, ad un cessate il fuoco.
Non scherziamo tra noi. Essere presi per i fondelli, sull’intera vicenda Ucraina, ora anche basta.





