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APPEAL TO HEAVEN – UNO

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di Marco Palombi

Una piccola premessa

Oggi ci troviamo al crocevia di un’era di trasformazione, in cui i pilastri tradizionali che hanno a lungo sostenuto le nostre società e governato le nostre relazioni internazionali vengono rimodellati da forze visibili e invisibili.

La crisi della civilizzazione statuale, oggetto di buona parte del primo libro della serie “Atlante delle Debolezze”, è un fenomeno recente, ma profondo.

L’evoluzione del potere dagli Stati agli attori non statali segna un cambiamento fondamentale nel tessuto della governance globale, sfidando le nostre concezioni di sovranità, democrazia e lo stesso contratto sociale che ci lega.

Uno

Il Contratto Sociale e l’Appeal to Heaven

L’origine del potere statale e il monopolio della violenza che ne deriva si fondano su concetti filosofici esplorati da filosofi quali John Locke e Jean-Jacques Rousseau, i cui lavori continuano ad influenzare il pensiero moderno sulla legittimità e le funzioni dello Stato.

due

John Locke, nel suo “Secondo trattato sul governo”, presenta l’idea che il potere politico deriva da uno stato di perfetta libertà e di eguaglianza, dove gli uomini naturalmente regolano le proprie azioni e dispongono dei propri possedimenti e delle proprie persone senza dipendere dalla volontà altrui. Tale stato non è caratterizzato dal caos hobbesiano di “guerra di tutti contro tutti”, ma da una predisposizione naturale alla giustizia e alla pace, sostenuta da una legge naturale e sociale. La funzione dello Stato, dunque, emerge dall’esigenza di amministrare la giustizia e punire le trasgressioni a questa legge, garantendo così la sicurezza e la pace della comunità​.

Rousseau, nel “Contratto Sociale”, approfondisce la nozione del potere statale esplorando il concetto di volontà generale come fondamento dell’autorità sovrana. Egli sostiene che gli individui, mediante un patto sociale, uniscono le proprie forze sotto la direzione della volontà generale, ottenendo in cambio la protezione dei propri beni e delle proprie libertà. Tale processo di associazione dà vita allo Stato, che si configura come una struttura formale governata da rapporti umani regolati dal contratto sociale.

Tre

Anche questa accezione del potere statale sottolinea la responsabilità dello Stato nel mantenere l’ordine e la giustizia, proteggendo i diritti e le libertà dei cittadini.

quattro weber

Il monopolio della violenza, come osservato da Max Weber e riflettuto nell’analisi di Thomas Hobbes sullo Stato di Natura come guerra di tutti contro tutti, diventa un attributo fondamentale dello Stato moderno, che vede legittimato l’uso della forza (altrimenti nelle mani del cittadino, ma da esso devoluto in esclusiva) per mantenere la pace e l’ordine interni e proteggere la comunità da minacce esterne.​

Questi principi evidenziavano l’importanza di bilanciare l’autorità statale con il rispetto per i diritti individuali e il benessere collettivo. La sfida persistente per le società democratiche rimane quella di navigare nella tensione tra il potere statale e la libertà individuale, nell’ambito di una continua negoziazione tra Stato e cittadino.

Al di fuori della negoziazione stessa, vi è l’”Appeal to Heaven” (Appello al Cielo) ossia il diritto dei popoli di rivolgersi a un’autorità superiore, la stessa che li ha creati uguali, spesso interpretata come il diritto divino o la legittimità morale, quando tutte le altre vie di giustizia terrena sono esaurite.

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Questa idea è stata particolarmente influente durante il periodo rivoluzionario americano, ma le sue radici si possono rintracciare sempre in John Locke. Egli, nel suo “Secondo trattato sul governo”, argomenta che, di fronte a un governo che fallisca nel proteggere i diritti naturali dei cittadini o che si ponga in diretto contrasto con il bene del popolo, i cittadini non solo hanno il diritto, ma anche il dovere di resistere e, se necessario, di rovesciare tale governo.

L’Appello al Cielo diventa così il principio determinante della ribellione contro un’autorità ingiusta, scaturendo dall’immagine di giustizia ultima che supera le istituzioni (o sovrastrutture) in quanto la dialettica negoziale con le stesse è impossibile o non più giustificata.

I legislatori (o esecutori o numi tutelari) che detengono il potere e cercano di usurpare i beni del popolo o di ridurlo in schiavitù sotto un potere arbitrario, si pongono in uno stato di guerra con il popolo. Il popolo, quindi, viene liberato da ogni obbligo di obbedienza. In questa situazione, i cittadini sono giustificati nell’usare la forza per difendere i propri diritti e libertà.

La bandiera che sventolava sulle navi al comando di John Paul Jones durante la rivoluzione americana, e associata a figure come John Adams, rappresenta il simbolo potente di questa fede. Riflette la fiducia dei coloni nella giustizia della loro causa e la loro affidabilità al sostegno divino nella ricerca dell’indipendenza. Il principio dell’Appello al Cielo sottolinea l’origine volontaria della devoluzione del potere personale all’organizzazione statale, concedendo ai cittadini il diritto di resistere e di ribellarsi contro l’oppressione, riaffermando così la loro libertà e sovranità.

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  • Redazione

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