Home Politica PONTE SULLO STRETTO, PENSIAMO SUL SERIO A CHI LAVORA

PONTE SULLO STRETTO, PENSIAMO SUL SERIO A CHI LAVORA

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di Alessandro Roazzi

Con il bando sugli espropri delle aree interessate al famoso Ponte di Messina la politica ha trovato la nuova sceneggiata per polemizzare ovunque.

Come al solito le opposizioni tuonano. Magari con quel che c’è da fare gli argomenti non mancherebbero: reindustrializzare, manutenzione di territori disastrati. Temi evidentemente ostici al pensiero politico di un Pd o di un Movimento 5 stelle, meglio andare sul sicuro…il ponte non si deve fare.

È comica una delle obiezioni: le infrastrutture nell’isola sono molto carenti. Non basterebbe chiedere se l’Italia che frana non sia una vera priorità rispetto allo stesso Ponte?

Ma il peggio riguarda un altro argomento: nessuno dalle opposizioni, nessuno, si chiede se gli appalti per la costruzione del Ponte saranno regolati dalla attuale legge molto…discutibile e da un sistema generale che fa finta di ignorare la giungla dei contratti applicati nei cantieri e ovviamente permette l’incerto…procedere dei controlli nelle opere in esecuzione soprattutto in zone dove tenere gli occhi aperti dovrebbe essere un dovere.

Come dire: sollevare il problema per stare realmente dalla parte dei lavoratori, senza neppure scomodare la locuzione “invisa” di fare la sinistra. Ovvero dare battaglia su una questione che dovrebbe precedere persino gli espropri annunciati.

Niente da fare, la questione fondamentale di garantire la sicurezza con protocolli severi, con rafforzamento dei controlli e con modifiche al subappalto delle attuale legge non sfiora nemmeno la mente agitata delle opposizioni.

Opposizioni che peraltro si guardano bene persino dal reclamare finalmente sentenze esemplari sugli incidenti sul lavoro, che funzionino almeno esse da…deterrente.

Niente…e le chiamano opposizioni…lo saranno pure, ma non dalla parte della dignità’ del lavoro finora su questo problema. Poi…

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