
di Giulio Galetti
GLI OSTAGGI – (un aggiornamento)
A oggi si ritiene che vi siano a Gaza 130 ostaggi “razziati” nel progrom del 7 Ottobre. Tale precisazione è doverosa in quanto, come vedrete al termine di questo articolo ce ne sono altri dimenticati.
Le fonti sono quelle dell’IDF suffragate dallo Shin Bet e dall’Aman rispettivamente i servizi civili e militari (il Mossad si occupa dell’intelligence fuori da Israele).
Degli ostaggi sequestrati il 7 ottobre, 105 civili sono stati rilasciati durante una tregua durata 7 giorni a fine novembre, altri quattro ottuagenari in precarie condizioni di salute erano stati rilasciati poco prima. Tre ostaggi sono stati liberati dai militari israeliani, che hanno anche recuperato i corpi di 11 ostaggi. 34 degli ostaggi ancora trattenuti da Hamas sono deceduti.
Si tratta quindi di 96 prede vive e di 34 cadaveri che devono essere restituiti alle loro famiglie.
Ma oltre agli ostaggi rapiti il 7 ottobre, Hamas trattiene due civili israeliani con disturbi mentali, Avera Mengistu e Hisham al-Sayed, entrati di propria iniziativa nella striscia di Gaza nel 2014.
Hamas trattiene in ostaggio anche i corpi di Oron Shaul e Hadar Goldin, due soldati israeliani caduti combattendo nel 2014.
Ricapitolando Hamas detiene 98 vivi e 36 morti.
Hamas è famosa per la sua abilità nella gestione dei prigionieri catturati. Nel passato un governo israeliano decisamente carente sotto il profilo della deterrenza (ohibò… si trattava di un governo guidato da Nethany) pensò che un solo militare israeliano catturato da Hamas valesse 1027 detenuti palestinesi che si erano macchiati anche di omicidi.
Si tratta del caso di Gilad Shalit, un caporale diciottenne dell’IDF catturato il 25 giugno 2006 dai miliziani di Hamas nei pressi di Karem Shalom vicino al confine con la Striscia di Gaza.
Shalit rimase 5 anni a Rafah, nelle mani dei miliziani di Hamas. Per riaverlo Israele dovette liberare 1027 prigionieri dopo una lunga trattativa.
Tra i liberati c’era anche Yehya Sinwar, la belva che ha progettato ed eseguito il Pogrom del 7 Ottobre, malgrado i 4 ergastoli comminatigli per la morte di 8 palestinesi dell’OLP ritenuti traditori.
Probabilmente l’attitudine diplomatica a trattare con Sinwar e i suoi deve essere un pelo scemata dopo questo “brillante” risultato.
Per chiudere vale la pena ricordare che il cessate il fuoco a Gaza si attuerebbe con un’unica azione da parte dell’autorità palestinese che governa la Striscia o meglio ciò che ne rimane: Restituire i vivi e i morti alle loro famiglie, ma questo fatti viene costantemente rimosso dai ProPal pacifinti e interessati a sostenere la distruzione di un popolo e la sua cacciata (dal fiume al mare).





