di Alessandro Roazzi
Leggo che quest’anno vanno rinnovati 384 miliardi di titoli pubblici.
Come? Con una economia forte, perbacco. Non quella che si trascina il buco con effetti per giunta recessivi, o che prevede una crescita dell’1% al massimo e che comunque non dà segnali in direzione di una produzione industriale lasciata a navigare su una zattera e pur tuttavia in grado di stare a galla malgrado gli esiziali estremismi green.
Se la politica è quella della Meloni siamo più su un campo di calcio che in uno scenario che guarda avanti: ovvero si esonera l’allenatore, vedi ministro dell’economia
E là si butta in populismo. Se la politica è quella di Conte avvinghiato al 110% contro ogni evidenza, o il Bersani che vede passetto dopo passetto un sedicente autoritarismo all’italiana, o qualche caratterista di sinistra che la butta in slogan pubblicitari, una cosa è certa: la ricetta è quella di buttare la colpa sugli altri, il resto è…noia.
Noia come il nulla…Cosa serve: il ritorno alla serietà di una situazione che vede il nostro Paese sempre in bilico.
Come? Studiando soluzioni reali, di prospettiva. È questa …una frase in italiano? Nooo…latino arcaico.




