
di Nino Orlandi
Il cardinale Bellarmino, gesuita coltissimo, sapeva bene che è la terra che gira attorno al sole, non il contrario. Ma accusò ugualmente Galileo di essere eretico per averlo sostenuto pubblicamente in un libro.
Tutti sanno che l’Italia è una colonia degli Stati Uniti, ma ti accusano di essere, di volta in volta, un comunista, o un fascista repubblichino, se lo dici.
Tutti sanno che la guerra in Ucraina è stata preceduta da 8 anni di bombardamenti del Donbass da parte di Kiev ed è il frutto del disegno americano di indebolire la Russia e l’Europa, ma se osi sussurrarlo ti accusano di essere putiniano.
Tutti sanno che il gasdotto Nord Stream 2 è stato sabotato per colpire la Germania che nicchiava nel dare sostegno militare all’Ucraina, ma se osi dirlo sei un complottista.
Tutti sanno che la storia dei vaccini – a partire dal loro acquisto – è stato il più grande affare del secolo, ma se chiedi gli sms Ursula-Pfizer sei un ingrato.
Tutti sanno che Mattei, Moro e Craxi hanno pagato perché non avevano obbedito agli ordini della ambasciata USA, ma se lo dici rischi – se non di fare la loro fine – di essere bloccato su FB e non solo.
L’unica soluzione sarebbe avviare un processo di de-bellarminizzazione della cultura, della stampa e della politica italiane. Ma sarebbe più difficile che insegnare a Conte la coerenza, a Renzi l’inglese, a Salvini la sobrietà, alla Schlein la semplicità, a Di Maio i congiuntivi, a qualche altra la sobrietà e l’eleganza.





