
Siamo già alla marcia indietro. O forse siamo di fronte a prese di posizione che evidenziano diversità di vedute e di strategie all’interno del governo ucraino.
L’Ucraina non sta cercando di “annettere” i territori russi, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Georgi Tykhiï, riferendosi alle operazioni militari in corso da una settimana nella regione russa di Kursk.
“A differenza della Russia, – ha dichiarato il diplomatico in una conferenza stampa – l’Ucraina non ha bisogno di proprietà altrui. L’Ucraina non vuole annettere alcun territorio nella regione di Kursk, ma vuole proteggere le vite dei suoi cittadini. Quanto prima la Russia accetterà di ristabilire una pace giusta, tanto prima cesseranno le incursioni”.
Georgi Tykhiï ha ricordato che dall’inizio dell’estate sono stati lanciati più di duemila attacchi dalla regione di Kursk verso l’Ucraina. “Purtroppo – ha aggiunto – , non possiamo colpire con le armi a lungo raggio disponibili per difendersi da questo terrore, quindi è necessario utilizzare le Forze Armate per liberare queste zone di confine dal contingente militare russo che ci colpisce. Le nostre Forze armate sono una forza militare europea civilizzata che rispetta pienamente le leggi e le consuetudini di guerra e il diritto umanitario internazionale. Gli unici obiettivi sono le strutture militari e il personale militare”.
Tychy ha poi aggiunto che l’operazione nella regione di Kursk aiuta il fronte: “Impedisce alla Russia di spostare ulteriori unità nella regione di Donetsk e complica la sua logistica militare”.
Mentre il portavoce del ministero degli esteri getta acqua sul fuoco, Zelensky sparge benzina.
Su X Volodymyr Zelensky ha scritto che “74 comunità sono sotto il controllo ucraino, dove vengono eseguite ispezioni e misure di stabilizzazione. Lo sviluppo di soluzioni umanitarie per questi territori continua”. “Sono costantemente in contatto con il comandante in capo Oleksandr Syrsky – ha scritto Zelensky – e ricevo resoconti sulla situazione in prima linea e sulle nostre operazioni nella regione di Kursk. Nonostante le battaglie difficili e intense, le nostre forze continuano ad avanzare nella regione di Kursk e il “fondo di scambio” del nostro stato sta crescendo”.
Scrivere di “fondo di scambio” significa occupare stabilmente un territorio.
Kiev, in buona sostanza, sembra essere arrivata alla schizofrenia conclamata.
Nel frattempo emerge il fatto che il governo britannico non ha concesso a Kiev il via libera per usare i missili Storm Shadow nell’offensiva in corso nella regione russa di Kursk. “Non c’è stato alcun cambiamento”, ha detto al Telegraph una fonte del governo.
Il quotidiano ricorda che durante la sua visita a Londra, il mese scorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto pressioni sul premier Keir Starmer per ottenere la revoca sulle restrizioni imposte all’uso dei missili, che hanno una gittata di circa 250 chilometri. Il Telegrah ha precisato che per usare questi missili occorrebbe anche il via libera di Parigi, dal momento che vengono prodotti in Francia.
Si smarca anche la Moldavia.
l ministero degli Esteri della Moldavia ha infatti dichiarato ieri che Chisinau non ha in programma di ospitare aerei destinati all’Ucraina, dopo che il ministero degli Esteri russo aveva fatto riferimento a notizie secondo cui jet F-16 saranno basati in Moldavia e convocato un alto diplomatico moldavo per esprimere “seria preoccupazione” a riguardo. La Moldavia non ospita e non ospiterà armi e attrezzature militari, compresi gli aerei destinati all’Ucraina”, ha dichiarato il ministero in un comunicato. Il ministero ha raccomandato a Mosca di cercare informazioni da fonti ufficiali.
Ovviamente la Commissione europea, nella sua postura bellicistica, non demorde nelle sue idee balzane.
Essendo un niente dal punto di vista geopolitico ed essendo un altrettanto niente anche dal punto di vista della politica estera, è “pienamente a favore dell’esercizio legittimo all’autodifesa da parte dell’Ucraina e dei suoi sforzi per ripristinare la sua integrità territoriale e sovranità e per respingere e combattere l’aggressione illegale della Russia”, anche attraverso l’incursione nell’oblast di Kursk.
Lo ha ribadito un portavoce dell’esecutivo Ue durante un briefing con la stampa. “I Paesi membri – ha ricordato il portavoce – forniscono equipaggiamento militare all’Ucraina per il quale possono richiedere un rimborso parziale tramite l’Ue”.
Prima o poi qualcuno dovrà spiegare a Bruxelles che conta solo quando deve pagare, ovviamente con il portafogli di tutti noi.





