
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha promesso domenica che Kiev non permetterà a Mosca di ingannare Washington, mentre il presidente Donald Trump si prepara ai colloqui ad alto rischio che si terranno venerdì con il presidente russo Vladimir Putin in Alaska.
Detto in questo modo è come dare del deficiente a Donald Trump e a tutto il suo staff.
In buona sostanza, Vladimir Putin sarebbe così furbo da ingannare gli americani che, stando a quel che dice Zelensky (ammesso che capisca cosa sta dicendo), sarebbero dei perfetti idioti.
Trump, Vance, Rubio, Witkoff e i loro consulenti, esperti, consiglieri sarebbero una manica di idioti pronti a farsi prendere per il naso da Putin, la volpe della Russia?
Nel suo discorso alla nazione di domenica sera, Zelensky ha affermato che l’Ucraina rimane in costante contatto con gli Stati Uniti “per garantire una vera pace” e ha elogiato la “determinazione” di Trump nel porre fine alle uccisioni in questa guerra su vasta scala che dura da tre anni, per poi aggiungere: “Comprendiamo l’intenzione della Russia di cercare di ingannare l’America: non lo permetteremo”.
Ma se Zelensky elogia Trump, dovrebbe anche essere convinto che il presidente degli Stati uniti non è un’idiota che si fa gabbare da Putin.
Il fatto è che ormai Zelensky è del tutto confuso.
Se dice di sì a un qualsiasi congelamento del fronte che escluda la riconquista dei territori (la famosa pace da conseguire con la forza) rischia di essere impalato dai suoi. Tanto più se accedesse a un qualsiasi scambio di territori o di definitiva cessione della Crimea o del Donbass. Potrebbe, in questo caso, avere anche contro un paio di brigate di nazionalisti (Azov e altri) che si stanno organizzando in corpo d’armata per contare politicamente.
Se sfugge a qualsiasi proposta che uscirà dalle trattative tra Trump e Putin e deciderà di proseguire la guerra, sconterà il diniego di ogni finanziamento Usa, sostituito dalle chiacchiere di Kaja Kallas.
L’effetto potrebbe essere una sconfitta sul fronte, con esiti non immaginabili.
Il leader ucraino ha sollecitato sanzioni più severe e pressioni economiche su Mosca, sostenendo che “se la Russia non vuole fermare la guerra, allora la sua economia deve essere fermata”.
Chiacchiere. La Russia è stata sottoposta a sanzioni per tutta la Guerra fredda. Le sanzioni all’Unione Sovietica sono finite nel 2012 (l’Urss era finita nel 1991) e sono riprese nel 2014. Sino ad ora non hanno prodotto niente.
Sul campo di battaglia, Zelenskyy ha affermato che le forze ucraine stanno ottenendo progressi nella regione di Sumy e ha elogiato numerose unità militari per la loro resilienza in aree chiave, tra cui la direzione di Pokrovsk, fortemente contesa.
Anche in questo caso il rapporto con la realtà è falsato, in quanto i russi stanno premendo su tutto il fronte con avanzamenti contenuti, ma continui.
A luglio, le conquiste territoriali russe hanno superato quelle di giugno, e sono state superiori anche a quelle del 2024, escluso novembre.
Nella regione di Donetsk i russi stanno avanzando verso Pokrovsk, minacciando di accerchiarla. È stata segnalata la conquista di Sukha Balka, un centro abitato a sud di Donetsk. Nela regione di Kupiansk, il fronte si è mosso nuovamente verso Kupiansk, con avanzate russe segnalate da diverse fonti, anche ucraine.
Secondo vari osservatori, l’iniziativa sembra essere in mano russa, con avanzamenti continui, seppur lenti, su diversi fronti, con i russi che hanno come strategia, più che di conquistare territorio, di logorare l’esercito ucraino, ormai a corto di uomini. Si segnalano, infatti, perdite significative di uomini e mezzi da parte ucraina.
Le offensive russe si concentrano principalmente nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina, con particolare attenzione a Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson. Le forze ucraine affrontano crescenti difficoltà a causa di carenze di munizioni, personale e risorse, aggravate dalla dipendenza dagli aiuti occidentali.
Anche il reclutamento è un disastro.
Secondo il Kyv Indipendent, “mentre l’Ucraina lotta per ricostituire le unità in prima linea dopo 42 mesi di guerra totale, chi è al potere preferisce evitare di commentare pubblicamente gli sforzi di mobilitazione e il modo in cui vengono condotti. Gli esperti politici affermano che la mobilitazione è diventata una questione “tossica” e politicizzata, con alti funzionari, dal presidente ai ministri e ai legislatori, che cercano di evitare di essere associati alla causa”.
L’analista politico Volodymyr Fesenko ha dichiarato al Kyiv Independent: “Secondo me, la maggior parte dei politici ha paura di sollevare questo argomento perché è controverso”.
Un alto funzionario ucraino ha dichiarato al Kyiv Independent che dopo l’aumento iniziale del numero di volontari che si arruolano nelle Forze Armate, Kiev ha fatto ricorso principalmente alla coscrizione obbligatoria. L’Ucraina mobilita circa 30.000 persone al mese, ma solo un terzo di loro è idoneo al combattimento, ha dichiarato, in condizione di anonimato.
“Il presidente Volodymir Zelensky – scrive il Kyv Indipendent – ha ripetutamente affermato che l’esercito ucraino è forte di circa 1 milione di uomini, ma l’analista militare ucraino Serhiy Hrabskyi ha stimato che ne servano tre volte di più per poter spostare le unità devastate dalla battaglia nelle retrovie. Molti uomini chiamati in guerra spesso soffrono di problemi fisici e mentali”.
“Syrskyi – riferisce il Kyv – ha dichiarato il 5 agosto che la Russia sta mobilitando più truppe di quante ne perda, aumentando le sue forze di 9.000 unità al mese nonostante la perdita di oltre 33.000 soldati nel solo mese di luglio. Sebbene l’Ucraina non abbia reso noto il suo tasso di vittime, gli esperti militari affermano che l’attuale ritmo di mobilitazione non sta colmando i vuoti lasciati dalle perdite sul campo di battaglia, portando a situazioni in cui i soldati devono talvolta essere schierati uno o due mesi prima della linea “zero” senza possibilità di rotazione”.
Anche l’età dei chiamati alle armi è assurda. Mandare al fronte gente di sessant’anni è pura follia.
Finora l’Ucraina, infatti, ha mantenuto l’età minima per la mobilitazione da 25 a 60 anni, dopo averla abbassata da 27 anni nel 2024.
La mobilitazione, inoltre, incontra sempre meno il favore del popolo.
In seguito alle modifiche alla legge sulla mobilitazione adottate nell’aprile 2024, un sondaggio dell’agenzia di ricerca Info Sapiens ha mostrato che il 21 percento degli ucraini percepisce la mobilitazione come positiva, mentre il 22 percento è neutrale e il 44 percento ha un’opinione assolutamente negativa o piuttosto negativa.
Zelensky è confuso, fuori dalla realtà.
abbassata da 27 anni nel 2024.
La mobilitazione, inoltre, incontra sempre meno il favore del popolo.
In seguito alle modifiche alla legge sulla mobilitazione adottate nell’aprile 2024, un sondaggio dell’agenzia di ricerca Info Sapiens ha mostrato che il 21 percento degli ucraini percepisce la mobilitazione come positiva, mentre il 22 percento è neutrale e il 44 percento ha un’opinione assolutamente negativa o piuttosto negativa.
Zelensky è confuso, fuori dalla realtà.
Nel frattempo arriva la conferma che in Alaska Zelensky non ci sarà.
Lo ha confermato il presidente Usa Donald Trump parlando alla Casa Bianca.
Trump ha anticipato le sue intenzioni per quello che è ormai uno dei vertici più attesi degli ultimi anni, e che si terrà il giorno di Ferragosto. “Parlerò a Putin, gli dirò, ‘devi finire questa guerra’”.
Dopo quello in Alaska, l’incontro successivo sarà tra “Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky” o tra “Zelensky, Putin e me”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti. “Subito dopo” l’incontro con Vladimir Putin “sentirò gli europei e Zelensky”, ha concluso.
C’è dunque la conferma che Zelensky sarà escluso da un incontro che potrebbe segnare la sorte del suo Paese. Inoltre, Trump ha spiegato che tra Mosca e Kiev “ci sarà uno scambio di territori, lo so dalla Russia”.
Il presidente si è anche detto “contrariato” dalle dichiarazioni di Volodymyr Zelensky riguardo al rifiuto ucraino di cedere territori alla Russia.





