

I volonterosi, alias i guerrafondai europei guidati da Regno Unito e Francia, con il cagnolino tedesco al seguito, suonano ogni giorno le trombe della carica a Vladimir Putin perché vogliono portarci in guerra con la Russia al fine di risolvere i problemi finanziari che si sono accumulati negli anni grazie a politiche scellerate di élite debosciate neocon, fabiane e woke.
Ieri Emmanuel Macron è venuto in Italia per un faccia a faccia con Giorgia Meloni, dopo settimane di incomprensioni, soprattutto sul tema dei volonterosi, ossia dei mercenari dei neocon, i quali, sconfitti negli Usa, hanno ingaggiato le truppe europee, capeggiate dagli inglesi.
Giorgia Meloni ha spiegato più volte che “l’Italia ha da tempo dichiarato che non è disponibile a inviare truppe in Ucraina”. Punto fermo dal quale non ci si deve scostare.
Emmanuel Macron è la parte comica dei volonterosi, in quanto è un signor nessuno che finge di essere Napoleone. I tedeschi, cagnolini che abbaiano, hanno un’economia disastrata e fanno i duri per dimostrare alla Nato di essere allineati.
Carsten Breuer, ispettore generale della Bundeswehr, la più alta carica militare tedesca, ha rilasciato al settimanale Der Spiegel dichiarazioni in base alle quali l’analisi unanime dei servizi segreti occidentali, basata sull’osservazione della produzione di armi, ma anche sulla crescita del personale in Russia, «lascia intendere che nel 2029 Putin sarà in grado di attaccare la Nato». Idiozie. Perché? Fate attenzione a cosa dice il tedesco del varietà guerrafondaio.
Secondo Breuer sarà necessario blindare al più presto il Corridoio di Suwaki, un lembo di terra di 65 km posto a cavallo del confine tra Lituania e Polonia, dove le truppe russe potrebbero dar vita a un’invasione.
In un normale varietà funzionerebbe la battuta di Gianni e Pinotto. Appello ai lettori: trovatevela da soli.

Dire che siamo al varietà è poco. Il corridoio di Suwalky è quello che, dalla Bielorussia, per accordi internazionali, consente il passaggio dei treni verso l’enclave russa di Kaliningrad, che si affaccia sul Baltico, ormai ridotto ad un lago Nato.
Il corridoio di Suwałki è una zona scarsamente popolata al confine nord-orientale della Polonia, nel voivodato della Podlachia. Quest’area collinare, una delle più fredde della Polonia, si trova ai margini occidentali del bassopiano, è attraversata da numerosi fiumi, laghi, da fitte foreste (Puszcza Augustowska) e da paludi.
La zona è poco sviluppata, ci sono industrie oltre alle strutture connesse alla silvicoltura, la rete stradale è scarsa e l’aeroporto più vicino si trova a un centinaio di chilometri.
Solo due strade principali (con almeno una corsia per direzione di marcia) e una linea ferroviaria collegano la Polonia alla Lituania.
Che i lituani (2,7 milioni di abitanti) possano temere l’invasione russa appartiene al novero degli incubi, ma che la Polonia possa davvero pensare che il corridoio in questione sia in futuro il veicolo di un’invasione russa è semplicemente demenziale. Il tedesco racconta barzellette.
Abbiate pazienza, cari propagandisti tedeschi di quarta serie, non siamo fessi.
La presenza di truppe USA in Polonia è significativa e si è intensificata negli ultimi anni, soprattutto a seguito delle tensioni geopolitiche legate alla crisi ucraina e alle preoccupazioni per la sicurezza nell’Europa orientale. Ecco un quadro aggiornato e sintetico basato sulle informazioni disponibili.
Nel 2022, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, gli Stati Uniti hanno incrementato la loro presenza militare, arrivando a circa 10.000-11.600 soldati in Polonia.
Nel 2023 è stata inaugurata la prima base militare permanente USA in Polonia, la US Army Garrison Poland, con inizialmente 13 militari e 140 civili, ma con prospettive di espansione. Una base missilistica parte del sistema NATO Aegis Ashore è stata aperta nel 2024.
La Polonia continua a rafforzare i legami con Washington, con accordi per l’acquisto di armamenti avanzati (F-35, carri Abrams, missili Patriot, elicotteri Apache) e la presenza di truppe USA è vista come una garanzia contro l’influenza russa.
Se ne facciano una ragione i guerrafondai europei. In Polonia, soprattutto dopo la vittoria del presidente Karol Nawrocki, trumpiano e sovranista, il bastone del comando delle relazioni internazionali guarda a Washington, non a Londra e tanto meno a Berlino.
La Polonia continua a investire nella propria difesa e a rafforzare il partenariato con gli USA, mantenendo un ruolo centrale nel fianco orientale della NATO.
Kaliningrad non è in grado di invadere nessuno, a parte le menti malate dei propagandisti dell’esercito di ventura europei dei neocon.
Caro esperto militare tedesco fattene una ragione.
Il vero pericolo di escalation verso una guerra totale con la Russia viene dall’Inghilterra.
La Gran Bretagna ha annunciato che costruirà 12 nuovi sottomarini d’attacco, avviando un’importante revisione della difesa per portare il Paese alla “prontezza bellica” di fronte all’”aggressione russa” e alla natura mutevole del conflitto.
Il premier Keir Starmer ha avvertito che “la minaccia che ora affrontiamo è più grave, più immediata e più imprevedibile che in qualsiasi altro momento dalla Guerra Fredda”.
“Siamo di fronte alla guerra in Europa, a nuovi rischi nucleari, ad attacchi informatici quotidiani, alla crescente aggressività russa nelle nostre acque, che minaccia i nostri cieli”, ha aggiunto.
Così Londra ha varato la Strategic Defence Review.
https://assets.publishing.service.gov.uk/media/683d89f181deb72cce2680a5/The_Strategic_Defence_Review_2025_-_Making_Britain_Safer_-_secure_at_home__strong_abroad.pdf
Il socialista fabiano Starmer ha detto che Londra si sta muovendo verso la prontezza al combattimento “come obiettivo centrale delle nostre forze armate. Ogni parte della società, ogni cittadino di questo Paese, ha un ruolo da svolgere, perché dobbiamo riconoscere che le cose sono cambiate nel mondo di oggi. La prima linea, se vogliamo, è qui”.
La Gran Bretagna si sta affrettando a riarmarsi di fronte alla presunta (forse auspicata!) minaccia russa e teme (auspica!) che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non contribuisca più a proteggere l’Europa.
Leggi il tutto in altro modo: la Gran Bretagna è la vera potenzia imperiale capace di garantire l’Europa, mentre gli Stati Uniti non lo sono. E’ la solita guerra sotterranea, mai dismessa, tra i sogni imperiali di Londra e gli Usa, ex colonia (sempre considerata tale).
Il governo inglese si è impegnato ad aumentare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027, registrando il “più grande aumento sostenuto della spesa per la difesa dalla fine della Guerra Fredda”. E nonostante i vincoli di bilancio, punta a raggiungere il 3% nella prossima legislatura, prevista per il 2029.
La Strategic Defence Review (SDR) 2025 del Regno Unito, pubblicata il 2 giugno 2025, è un’analisi approfondita della politica di difesa britannica, la prima condotta da un governo laburista dal 2003. Guidata da Lord Robertson, ex Segretario Generale della NATO, e supervisionata dal Segretario alla Difesa John Healey, la revisione risponde a un contesto globale sempre più minaccioso, identificando Russia, Cina, Iran e Corea del Nord come una “quadrupla mortale” di minacce.
Ecco un riassunto dei punti principali.
Gli obiettivi dischiarati sono la transizione delle Forze Armate verso una “prontezza al combattimento” per affrontare conflitti ad alta intensità, invertendo il declino delle capacità militari e la crescita economica attraverso la difesa, che viene vista come un motore per la prosperità nazionale, con riforme nel procurement e partnership con l’industria per stimolare innovazione, posti di lavoro ed esportazioni. L’aspetto economico si collega ad un’accelerazione dell’adozione di tecnologie avanzate (AI, droni, sistemi autonomi) a un “ritmo di guerra”, ispirandosi alle lezioni del conflitto in Ucraina.
Tuttavia, l’aspetto più significativo riguarda il rafforzamento del ruolo del Regno Unito nella NATO, con un focus sulla sicurezza euro-atlantica. La revisione enfatizza la leadership britannica nell’Alleanza, mantenendo partnership globali come AUKUS e la Joint Expeditionary Force.
Traduzione. Noi inglesi ci stiamo impegnando per dire al mondo che il dominus della Nato è l’Inghilterra e non gli Stati Uniti di Trump e che la Russia deve fare i conti con Londra e non con Washington.
Gli impegni chiave del nuovo progetto di difesa sono:
- Aumento della spesa per la difesa: Obiettivo del 2,5% del PIL entro il 2027, con l’ambizione di raggiungere il 3% nel prossimo parlamento, se le condizioni economiche lo consentiranno. Ulteriori £2,2 miliardi per il 2025/26.
- Investimenti infrastrutturali: £1,5 miliardi per migliorare gli alloggi militari, £1 miliardo per un nuovo CyberEM Command per potenziare le capacità cibernetiche e £400 milioni per un fondo per l’innovazione.
- Forza navale ibrida: Costruzione di 12 nuovi sottomarini d’attacco (SSN-AUKUS), navi autonome e modernizzazione delle portaerei. Obiettivo di 25 fregate e cacciatorpediniere.
- Modernizzazione aeronautica: Flotta RAF di nuova generazione con F-35, Typhoon aggiornati, jet di sesta generazione (GCAP) e aerei da combattimento autonomi.
- Produzione di munizioni: Sei nuove fabbriche di munizioni con una capacità di produzione “sempre attiva” e un investimento di £1,5 miliardi.
- Deterrenza nucleare: Rafforzamento del ruolo nucleare del Regno Unito nella NATO, con valutazioni su un possibile ritorno al deterrente nucleare aereo tramite F-35A.
- La revisione strategica dell’Inghilterra risponderebbe a minacce crescenti, come la guerra in Ucraina, le azioni di Iran e Corea del Nord, e l’espansionismo cinese, ma soprattutto tende a dire che con l’elezione di Donald Trump e il focus degli Stati Uniti su altre priorità, l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa, spingendo il Regno Unito a rafforzare il proprio ruolo nella NATO.
Tradotto in sintesi: nella Nato comanda Londra.
Perché tanta agitazione?
Quale sia l’obiettivo degli inglesi, come ho scritto martedì, lo dice in sintesi Roberto Mazzoni, giornalista italiano che scrive dalla Florida: “L’obiettivo è continuare ad attaccare la Russia fino a quando Putin non sarà sufficientemente indebolito da non poter più mantenere la propria posizione e si potrà quindi creare un cambio di regime in Russia. Questo perché la Russia è oggi il Paese con il maggior patrimonio naturale e si stima che le sue risorse, anche non completamente sviluppate, possano valere 73 trilioni di dollari, circa il doppio del livello di indebitamento del governo statunitense. L’idea è che, avendo a disposizione queste risorse, magari anche in modo indiretto, quindi non invadendo la Russia direttamente, ma suddividendola in pezzetti e controllandola a distanza mediante strumenti finanziari […], tanto l’Europa quanto la Gran Bretagna possano resuscitare i propri sistemi monetario e finanziario, fallimentari, e diventare una nuova superpotenza economica e finanziaria in competizione con la Cina e con gli Stati Uniti”.





