Home Senza categoria Vittoria di Jetten in Olanda conferma rigetto posizioni delle sinistre

Vittoria di Jetten in Olanda conferma rigetto posizioni delle sinistre

0
Olanda

L’enfasi sulle elezioni ungheresi fa passare in secondo piano una tendenza sempre più marcata

Altro che elezioni ungheresi. Nel quasi silenzio della grande stampa è passato senza clamori la vittoria di Rob Jetten nei Paesi Bassi e il cataclisma che potrebbe aver avviato.

Devo a un editoriale de “Il Foglio” di novembre scorso e a Cerasa che oggi lo ha richiamato la conoscenza di qualcosa che mi rasserena enormemente. Perché conferma le mie tesi, perché rafforza le poche sicurezze che avevo, perché indica strade possibili in alternativa all’alleanza nel segno del populismo che l’attuale opposizione prospetta.

Rob Jetten è un liberale. Ha costruito la sua vittoria legandosi a progressisti e verdi ma all’insegna della realizzabilità dei progetti. Del pragmatismo. Della verità anche scomoda detta all’elettorato.

La sua è una esperienza lib-lab. Dunque questa strada è possibile.

Perché il racconto menzognero che l’Europa vira a destra, smentita in ogni modo da chi le cose le vuole vedere, è, in realtà, una virata al centro di un elettorato che, se questo centro non c’è, si rivolge ancora più a destra. Ma solo per questo motivo. È la più feroce sconfessione della sinistra degli ultimi 30 anni, che da sinistra ci si rifiuta di leggere. Punto.

Le posizioni assunte: si al verde ma no all'”ecoansia”, sul no a ritenere intoccabile un sistema di accoglienza che è “orrendo”, sul sì a considerare l’Ucraina non solo qualcosa da difendere ma una forza economica con la quale scambiare valori e prospettive, sul restare convintamente antiputinista senza rifiutare la realtà internazionale russa, mantenersi lontano da Trump senza vietarsi di cogliere alcune cose fatte che non sono del tutto da respingere, incalzare Israele per le atrocità e gli eccessi senza disconoscere la situazione di estrema difesa che doveva tenere.

Musica per le mie orecchie.

Tutto è retto da una impostazione ideologica che, coniugando i valori con la realtà, non li scalfisce. E da un manuale del fare politica.

La politica non va amministrata giocando con la paura; gli elettori non vanno trattati da bambini; no al culto del declino occidentale; un governo è utile quando si muove come facilitatore e non come ostacolo; l’attuale Europa è un moltiplicatore della sovranità dei Paesi membri.

E poi la premessa a tutto: non è vero che libertà, stato di diritto e competitività economica debbano essere in conflitto tra loro.

Mi si perdoni l’accostamento, ma a me il paragone con il “vangelo socialista” di Craxi è venuto prepotentemente alla mente.

“L’esempio di Jetten, che arriva prima della fine del modello Orbán, ci dice che un’altra storia è possibile. Basta solo vederla. E soprattutto basta solo capirla”.

Perché da noi è possibile ripeterla.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui