La propaganda e il lato oscuro delle ONG
Nell’UE di Maastricht evidente impronta di un regime viscido e a dirlo sono numeri pubblicati da una ricerca, poi tradotta in un libro dal titolo eloquente “La macchina della propaganda europea. Il lato oscuro delle ONG, media e università”, edito da Guerini Associati a firma di Thomas Fazi.

Il testo è un dettagliato racconto – ricco di documenti e numeri – di come l’UE di Maastricht di Ursula Von der Leyen spenda a piene mani miliardi (1,800 milioni) in campagne per finanziare lobby di sostegno e non certo per finanziare lo sviluppo di una democrazia finalizzata ad un processo che porti alla costruzione di una costituzione federale europea, dove il cittadino abbia certezza di aver voce in capitolo e possa esserne il vero protagonista.
La ricerca mette sostanzialmente a nudo come questa operazione di pura propaganda serva esclusivamente a rafforzare il sostegno di un blocco di ottimati, cooptati attraverso accordi verticistici autoreferenziali, che oggi si trovano completamente fuori controllo per incapacità politica e totalmente emarginati dal contesto attuale dell’evoluzione internazionale della geopolitica.
Una postura drammatica che ricade sugli interessi concreti di tutti i cittadini europei di ogni ceto sociale.
La ricerca in questione focalizza come la propaganda Ue sia un atto finalizzato a produrre nebbie di un’impotenza complementare a scelte strategiche assurde come il Green Deal, concepito con totale superficialità, che ha causato un terremoto nel mondo produttivo europeo e, come aggravante, ha colpito il portafoglio di tutti i cittadini.
Il lavoro pubblicato e molto utile perché è ricco di informazioni certe e verificate ed elenca numeri reali di tutte le maleodoranti operazioni di propaganda, con sigle, nomi, marchi di clientele di testate giornalistiche e TV di Stato e private.
Un lavoro molto utile perché, numeri alla mano, consente una seria riflessione sul come si organizza una manipolazione appoggiata solo a difesa esclusiva di un corpo di una burocrazia elefantiaca di stampo sovietico e senza nessun controllo di verifica democratica reale: fatti salvo i traballanti – su base di ricatto reciproco – patti verticistici dei singoli stati .
Quello che drammaticamente emerge a Bruxelles riguarda l’evidente nullità politica che risulta evidente a tutti nella assurda preparazione del lockdown come unica risposta alla crisi energetica.
Un’assurdità che ha costretto anche i vertici della Confindustria Italiana a chiedere espressamente e pubblicamente il cambio dei massimi vertici dell’UE.





