
di Alessandro Roazza
“Ariecco Violante”. Il suo “messaggio” meriterebbe attenzione: basta con il giustizialismo, fatela finita, basta con la confusione fra diritto, penale, etica e pratica politica.
Detto in modo “raffinato” il succo mi pare questo, anche se Violante e’ stato uno dei protagonisti degli anni ‘90. Ma appare come un richiamo che rimarrà inascolato: per un verso si rivolge alle persone del suo tempo, notabili di potere che forse potranno al massimo essere sfiorati da qualche schizzo di …ecoconcime…applicheranno la massima del non sapere e via.
Ma non avra’ fortuna nemmeno questa classe dirigente che ha ereditato dal passato il peggio: opportunismo, superficialità’, vuoto ideale e voracita’ da potere perduto.
Certo sarebbe almeno in parte la ricetta più giusta, un po’…comunista (della serie: cambiamo ma non per gli errori che gli altri ci attribuiscono…), ma francamente degna di attenzione in un Paese che voglia sostituire l’odio e la contrapposizione con il confronto ed una migliore qualità della politica, oltre che evitare la illusione di parare i colpi con codici che hanno sapore grottesco.
Non avverrà nulla: la cultura politica appare assente, i media adorano lo scontro fra contrapposti spot ed ora hanno “tolto la rete” sotto i guai delle opposizioni, veri o presunti che siano.
I vecchi politici alla Bersani, degno di rispetto, non si avventurerebbero mai in dispute di quel tipo. Solo a scriverlo i miei amici mi chiederebbero se sono ubriaco…molesto.
Il monito di Violante potrebbe, pur tuttavia, indicare una strada, che non cancellerà infamie, non produrrà verità, ma che sarà utile a tracciare finalmente un solco che faccia considerare il passato come una deriva e un imbarbarimento di una certa vita politica e civile. Amen.
Aho domani c’è’ Udinese-Roma , ricordate…





