Il risveglio della coscienza: un salto di livello
Fuori da ogni mappa mentale precostituita possiamo irrompere nei territori sommersi della conoscenza.
Questo il compito che ognuno di noi dovrebbe imporsi finché siamo in tempo.
La realtà del vivente è ben più vasta delle categorie filosofiche e scientifiche in cui ci vogliono incapsulare.
Molte persone, pur sensibili e intelligenti, sono tuttora legate al concetto di un unico piano del reale, racchiuso sulla superficie di una singola dimensione terrena.
Ma se passiamo alle “strade alte”, comprenderemo che ciò che chiamiamo Realtà è fatta a mò di cipolla e che sia costituita da strati diversificati di esistenza.
Come dice Gesù, dobbiamo “ritornare bambini”, alimentare il potere dell’immaginazione e riorganizzare le nostre idee a partire dall’inizio; così facendo saremo in grado di balzare da un livello spazio-temporale all’altro.
Una parola, direte.
Basta mantenersi flessibili, sottili, semplici, porosi a ogni influenza superiore e accorti a quelle inferiori, che vorrebbero schiacciarci nell’indistinzione propugnata dal sistema odierno.
In termini profani, ma esplicativi, di questo processo realizzativo, se riuscissimo a modificare la nostra forza bio-elettrica, potremmo accelerare la frequenza delle nostre vibrazioni; questo permetterebbe di spostarci al tratto successivo della spirale cosmica, la trama della Realtà.
Il fenomeno spontaneo e/o programmato dello sdoppiamento, è uno dei casi in cui alteriamo la composizione del nostro corpo.
Tutti noi funzioniamo abbastanza bene sotto frequenza, come camminare a tentoni durante la notte.
Il risveglio della coscienza è come un fascio di luce che taglia l’oscurità della nostra magra esistenza. Un salto di livello, appunto.
Questo accade istantaneamente e si sviluppa in un’altra dimensione. Certo, il lavoro di risveglio è impegnativo, fuori dall’ordinario e non potrebbe essere altrimenti.
Ma il tempo incalza, amici miei, e le occasioni perdute non si ripresentano.
Cominciamo subito.
Domani non esiste.
L’ozio, l’inerzia, il sonno della coscienza, sono i nostri nemici.
Se abbiamo il desiderio fortissimo di spezzare le catene della prigione in cui ci hanno messi, niente ci è precluso.
Il primo passo consiste nel risparmiare energia, nello stabilire una gerarchia dei propri fini e dei propri compiti, nel non caricarsi di fatiche e preoccupazioni inutili, nel compiere il necessario nel modo più pratico.
Ma, il risultato interiore, duraturo, lo acquisiremo solamente grazie al piccolo sforzo supplementare, ossia a quello che la vita quotidiana non esige da noi, ma che facciamo liberamente.





