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USA: NO A KIEV NELLA NATO. PUTIN: NESSUN DIALOGO CON L’EUROPA. OGGI NUOVO INCONTRO A RIAD

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Due cose sono certe: Kiev non entrerà nella Nato e l’Europa non si siederà al tavolo delle trattative, che riprendono oggi a Riad.

Andiamo con ordine.

Uno – Gli Stati Uniti non prevedono che l’Ucraina entri a far parte della Nato. Lo ha detto ieri il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Michael Waltz. “Non vedo gli Stati Uniti far entrare l’Ucraina nella Nato e poi far entrare direttamente le truppe statunitensi per difendere l’Ucraina”, ha detto Waltz a “Fox News”, aggiungendo: “Questo è molto diverso dall’impegno degli Stati Uniti nei confronti della Nato e dei suoi Paesi membri”.

Due – Mosca “non vede alcuna condizione per la ripresa del dialogo con l’Europa”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitrj Peskov durante una conferenza stampa. “Finora non vediamo alcun prerequisito per riprendere il dialogo con l’Europa” ha detto Peskov ai giornalisti.

L’Europa “si dimostra convinta della necessità di continuare la guerra in Ucraina”, ha aggiunto Peskov. “Gli europei continuano a seguire la strada delle sanzioni, la strada della convinzione della necessità di continuare la guerra. Questa convinzione degli europei è in completo contrasto con lo stato d’animo di trovare modi per risolvere il conflitto sull’Ucraina, che è quello che stiamo facendo ora con gli statunitensi”, ha proseguito.

Mosca “non ha informazioni in merito a un accordo per porre fine al conflitto in Ucraina previsto per questa settimana”, ha dichiarato Peskov. “In questo caso, penso che ci saranno dei chiarimenti da parte della mia collega a Washington (la portavoce del presidente statunitense Donald Trump Karoline Leavitt). Non ho ancora queste informazioni” ha detto Peskov ai giornalisti. Il 23 febbraio, la portavoce di Trump ha dichiarato di credere fermamente che un accordo per porre fine al conflitto in Ucraina sarebbe stato raggiunto “al più presto questa settimana”.

Tre – “Donald Trump ha annunciato una nuova fase di negoziati tra le delegazioni di Mosca e Washington sull’Ucraina”, la sua dichiarazione è stata pubblicata da C-Span. Il leader americano ha affermato che “l’incontro avrà luogo martedì 25 febbraio (oggi) a Riad, la capitale dell’Arabia Saudita. Trump ha sottolineato che la priorità assoluta è il cessate il fuoco”.

Intanto, il presidente della Cina, Xi Jinping, ha ricevuto ieri una telefonata dal presidente della Russia, Vladimir Putin, che lo ha aggiornato sulle ultime interazioni con gli Stati Uniti in merito alla “crisi ucraina”. Lo riferisce un comunicato del ministero degli Esteri cinese. Putin, si legge nella nota, ha affermato che la Russia è “impegnata a rimuovere le cause profonde del conflitto e a raggiungere un piano di pace sostenibile e a lungo termine”. Xi ha accolto con favore gli “sforzi positivi” compiuti dalla Russia e dalle parti interessate e ha ricordato la posizione di Pechino e l’iniziativa per la pace lanciata insieme al Brasile e ad altri Paesi del Sud del mondo. I due leader, inoltre, hanno discusso delle relazioni bilaterali e hanno confermato che commemoreranno insieme l’80mo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale e della Seconda guerra sino-giapponese. Infine, hanno concordato di mantenere la comunicazione e il coordinamento.

Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato tutti i leader europei che ieri si sono recati a Kiev in occasione del terzo anniversario dall’inizio del conflitto con la Russia.

”Il 24 febbraio 2025, tre anni dopo l’inizio dell’operazione ‘militare speciale’ di tre giorni di Putin, l’Ucraina è viva, combatte e il nostro Paese ha più amici che mai nel mondo. Il nostro rispetto, di ucraini e ucraine, va a quelle nazioni e ai loro leader che oggi [ieri per chi legge] sono venuti a Kiev per il Summit Support Ukraine per sostenerci ed esprimere la loro solidarietà” ha scritto Zelensky su Telegram.

A Kiev erano presenti i presidenti di Finlandia, Lettonia, Lituania, il presidente del Consiglio europeo e la presidente della Commissione europea, i primi ministri di Canada, Danimarca, Estonia, Islanda, Norvegia, Spagna, Svezia, il segretario generale dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) e il ministro francese per gli Affari europei.

Nel frattempo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione “Promuovere una pace globale, giusta e duratura in Ucraina”, che chiede la de-escalation, una rapida cessazione delle ostilità e la risoluzione pacifica della guerra contro l’Ucraina. La risoluzione è stata approvata con 93 voti a favore, 18 contrari e 65 astenuti. A votare contro, oltre alla Federazione Russa, sono stati i seguenti Paesi: Bielorussia, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Corea del Nord, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Ungheria, Israele, Mali, Isole Marshall, Nicaragua, Niger, Palau, Stati Uniti. Cina e India si sono astenute.

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