
Negli Stati Uniti le porte girevoli non funzionano più. Sono esplose a causa degli aiuti all’Ucraina, ultima “goccia che ha fatto traboccare il vaso” e che ha visto licenziare il presidente della Camera Kevin McCarthy, reo di aver fatto un accordo con la Casa Bianca per gli aiuti a Kiev.
L’interscambio tra Rino (Republicans in name only), ossia sostanzialmente il clan Bush e i Democratici, ossia sostanzialmente il Clan Clinton, non funziona più.
La bocciatura del presidente della Camera Kevin McCarthy è l’indice di un irrigidimento tra due fronti e tra due politiche difficilmente conciliabili, soprattutto in vista della campagna elettorale del 2024, di fatto già ampiamente iniziata.
Tra i repubblicani la partita sembra già chiusa: in testa alle prossime primarie, senza avversari, ci sarà Donald Trump che sfiderà non si sa bene ancora chi, visto che Joe Biden non è detto che arrivi a fine corsa nelle primarie del suo partito essendo, come è ormai troppo evidente, inadatto e ritenuto tale dal 76 per cento degli americani.
Lo scontro riguarda il recupero della domanda e della produzione interna, con la working class che chiede aumenti salariali e la fine dei finanziamenti all’Ucraina.
Gli Usa, così come molti altri Paesi occidentali, stanno dicendo che hanno problemi da risolvere e che il sostegno all’Ucraina è arrivato al capolinea.
Che uno dei temi caldi dello scontro sia proprio quello dei finanziamenti all’Ucraina, espunti dal bilancio e rilanciati da Biden con un provvedimento a parte, è dato dal fatto che gli Stati Uniti si stanno preparando ad inviare all’Ucraina “migliaia” di armi e munizioni sequestrate all’Iran, per fare fronte alle necessità delle forze di Kiev impegnate nella guerra con i russi, in attesa di nuovi aiuti provenienti da Washington.
Fonti anonime hanno riferito all’emittente “Cnn” che il Comando centrale degli Stati Uniti avrà un annuncio ufficiale in merito entro la fine di questa settimana.
Non è chiaro come le autorità di Washington intendono organizzare questo trasferimento, in quanto, in base alle disposizioni delle Nazioni Unite, gli armamenti sequestrati devono essere conservati o distrutti.
Che lo scontro in atto sia senza esclusione di colpi lo dice anche lo sfratto di Nancy Pelosi.
Il repubblicano Patrick McHenry, presidente ad interim della Camera, ha ordinato lo sgombero dell’ufficio nel Campidoglio della deputata Nancy Pelosi. La mossa di McHenry, una delle prime nel suo ruolo temporaneo, significa che l’ex relatrice sarà privata dell’incarico consolatorio assegnatole in onore del suo mandato di otto anni nella posizione.
Lo sfratto, come riferisce Politico, è avvenuto con un laconico messaggio recato da un collaboratore della Commissione Amministrazione della Camera: “Per favore, liberate lo spazio domani, la stanza verrà riscritta”.
Pelosi, che era in California per partecipare ai servizi funebri della defunta senatrice democratica Dianne Feinstein, ha criticato la decisione come “un netto allontanamento dalla tradizione”. L’ufficio è già stato sgomberato.
Il deputato repubblicano Matt Gaetz, che ha guidato la defenestrazione dell’ex presidente della Camera, ha detto che Kevin McCarthy ha infranto le promesse fatte ai membri conservatori di ottenere il loro sostegno all’inizio di quest’anno.
Il voto finale è stato di 216-210 per la rimozione, con otto repubblicani che si sono uniti a tutti i democratici.
“Non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo momento”, ha ammesso Gaetz, il quale ha giustificato quanto è accaduto per la mancata osservanza da parte di McCarthy degli accordi sottoscritti a febbraio e marzo, quando è stato eletto.
L’accordo tra McCarthy e il gruppo dei conservatori della Camera, di cui Gaetz era un leader, è avvenuto dopo 14 tentativi falliti da parte di McCarthy di ottenere abbastanza voti repubblicani a gennaio per essere presidente. Tra le clausole dell’accordo c’erano le promesse di rendere più difficile l’aumento delle tasse, di imporre il pagamento di nuove spese, di aprire gruppi speciali per indagare sull’amministrazione Biden e di condividere il potere con i membri del Freedom Caucus.
Gaetz ha detto che McCarthy alla fine non ha mantenuto le promesse. “Kevin McCarthy – ha affermato Gaetz – ha infranto molte delle promesse fatte a gennaio. Abbiamo visto la Camera dei Rappresentanti ritornare alla sua vecchia e corrotta memoria di soli progetti di legge omnibus, risoluzioni continue e altro ancora”.
Ma “l’ultima goccia” per Gaetz prima di presentare la mozione di sgombero è stata un presunto accordo tra l’amministrazione Biden e McCarthy per fornire nuovi aiuti all’Ucraina nonostante l’opposizione del GOP.
In corsa per sostituire McCarthy ci sono i repubblicani Scalise, Hern e Jordan.
Scalise, attualmente numero due del Partito alla Camera, è considerato il candidato più probabile, con Hern e Jordan che potrebbero optare per altri incarichi.
Sullo sfondo resta anche Patrick McHenry, che ieri ha assunto la presidenza della Camera ad interim. Tuttavia, secondo le fonti della “Cnn”, è possibile anche che nei prossimi giorni emerga un candidato moderato.
I repubblicani terranno martedì 10 ottobre una riunione per la scelta del candidato, ma non è stata ancora fissata una data per il voto in aula.





