
Il vertice in Alaska tra Trump e Putin segna la fine della Dottrina Brzezinsky e anticipa il declassamento della NATO per volontà degli USA, suo maggiore azionista e contributore.
Certifica la fine dell’egemonia monopolare mondiale degli Stati Uniti d’America che toccó l’apice durante la Presidenza di Ronald Reagan.
L’Europa e l’Inghilterra perdono lo status di partner quasi alla pari della NATO stessa, la supremazia bellica cede il testimone a quella scientifica tecnologica.
Zelensky si umilia per far sopravvivere la libertà della sua Nazione e Putin lo deve accettare come interlocutore.
Il laboratorio di Anchorage ha geneticamente originato il seme della pacificazione globale.
Impossibile non farlo fiorire , tutti i popoli vogliono vivere.
La migliore conseguenza dell’incontro più atteso del mondo é rendere inutile il terrorismo e più vicina la resa dell’Iran e dei suoi proxy grazie alla fermezza di Israele.
L’effetto economico é far crescere il PIL globale a ritmi sostenuti, rendendo digeribili e sostenibili il debito statunitense e quello mondiale.
Tra il dire e il fare c’é sempre di mezzo il mare, ma questa volta, in Alaska, i confini sono vicini, prima c’erano gli oceani di mezzo.
Le preghiere di Papa Leone, dei giovani cristiani e di miliardi di persone stanno per essere esaudite.
Gli accordi di Abramo hanno il merito di includere il mondo arabo nella direzione strategica del pianeta.
La naturale aspirazione alla primazia della bestia umana tenta di scendere dalla deterrenza nucleare alla concorrenza dei dazi reciproci.
Un passo avanti che potrebbe permetterci di passare dagli otto miliardi attuali ai tendenziali dieci.
Con minori paure del nostro futuro potremo dar vita a qualche figlio in più e far vivere meglio anche chi ha poco.
Se anche Putin ha dovuto imparare l’inglese, la strada é segnata.





