
Questa cartina (fonte: The Guardian) mostra le province in cui ha prevalso il capo dello Stato uscente (giallo) e quelle dove è in vantaggio il suo avversario (blu). Si vede come la Turchia profonda e rurale continui a sostenere Erdoğan, mentre la fascia costiera mediterranea, tradizionalmente più aperta e moderna, insieme alla capitale Ankara e alle zone dove prevalgono le minoranze curda e azera (al confine con Siria, Iraq, Iran e Armenia) abbiano premiato Kılıçdaroğlu.
Vedremo quale di queste sue anime del Paese finirà per prevalere tra poco più di dieci giorni, in una competizione elettorale come non si vedeva da tempo nel gigante anatolico.
Quanto alla proiezione internazionale, non cambierà molto nell’approccio imperiale di una Turchia ormai sicura di sé, proiettata verso gli spazi marini e attenta ai quadranti nordafricano, mediorientale e centroasitico. Tutti scenari dove l’Italia ha interessi potenzialmente sovrapposti a quelli di Ankara.
Il tutto accade mentre la stampa nostrana dà un’ulteriore dimostrazione del suo patetico provincialismo, discettando ossessivamente di Fazio e della Littizzetto…





