
Israele ha lanciato questa notte un attacco senza precedenti contro l’Iran, colpendo i siti relativi alla produzione e al programma nucleare, come pure taluni vertici militari.
L’attaco da quanto si può comprendere accresce il rischio reale che possa scoppia una guerra regionale, la cui ampiezza appare difficile da definire.
Il premier israliano Netanyahu ha dichiarato che l’attaco, denominato “operazione Rising Lion” è stato rivolto al principale impianto di arricchimento dell’Iran, ubicato a Natanz, nel quale gli israeliani ritengono che si trovi “il cuore del programma di missili balistici dell’Iran”, come ha precisato Netanyahu stesso.
Giunge alresì notizia che Hossein Salami, comandante in capo della Guardia Rivoluzionaria Islamica è stato tra coloro che sono stati uccisi negli attacchi, insieme ad altri negli attacchi.
Imediata la precisazione degli Stati Uniti, che hanno reso noto di non aver avuto nessun coinvolgimento nell’attacco, stando a quanto il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha dichiarato: “Stasera, Israele ha intrapreso un’azione unilaterale contro l’Iran. Non siamo coinvolti in attacchi contro l’Iran e la nostra massima priorità è proteggere le forze americane nella regione”.





