Home Politica estera UCRAINA: LA STRANA GUERRA CHE L’OCCIDENTE SI OSTINA A NON CAPIRE

UCRAINA: LA STRANA GUERRA CHE L’OCCIDENTE SI OSTINA A NON CAPIRE

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di Silverio Allocca

Il 13 Agosto 2023, appena pochi giorni fa, il quotidiano statunitense The Hill ha pubblicato un breve articolo di Brad Dress intitolato “La Russia lancia la sua offensiva con tutti gli occhi puntati sulla spinta meridionale dell’Ucraina” con il quale il suo autore ha richiamato l’attenzione dei lettori su un evento bellico di notevole interesse non tanto per la sua portata quanto, piuttosto, per ciò che esso rappresenta dal punto di vista mediatico. 

Nell’articolo, in apertura, testualmente si legge: 

“Con l’attenzione del mondo sulla controffensiva dell’Ucraina nel sud, la Russia ha tranquillamente lanciato una nuova offensiva nella regione orientale di Luhansk, che secondo gli analisti mira a minare l’operazione ucraina.

Mentre l’operazione è molto più piccola per dimensioni e portata rispetto all’offensiva invernale di Mosca, la Russia sta facendo dei progressi e sembra restringersi nella città di Kupyansk, dove l’Ucraina ha ordinato l’evacuazione questa settimana.

L’avanzata russa potrebbe fare pressione sull’Ucraina nel mezzo di una sua grande offensiva e dividerne l’attenzione. Qualsiasi successo potrebbe anche dipingere un contrasto politicamente vantaggioso con la lenta controffensiva dell’Ucraina nella regione sud-orientale di Zaporizhzhia.

Mark Cancian, consigliere senior presso il Center for Strategic and International Studies, dubitava che la Russia potesse avanzare. Ma se lo farà, ha detto che sarebbe un duro colpo per l’Ucraina in un momento pericoloso.

“Questo è qualcosa che vale la pena tenere d’occhio. Se i russi fanno dei progressi qui, allora questo è davvero un grosso problema”, ha detto Cancian. “Sarebbe devastante per la narrativa ucraina sulla controffensiva se i russi riuscissero a catturare Luhansk, cosa che non credo possano fare.

“Ma se sono in grado di farlo in un momento in cui la controffensiva ucraina è stata bloccata nella zona difensiva, sarebbe un fallimento molto potente e penso molto scoraggiante per i sostenitori occidentali”, ha aggiunto.”

In linea con quanto ho posto in evidenza in apertura di questo post, ciò che colpisce è il tenore dei commenti degli esperti che, a più di un anno e mezzo dall’inizio del conflitto, ancora continuano a parlare della guerra in Ucraina come di un mero conflitto regionale dalle implicazioni, quelle si, geostrategiche anche se solo dal punto di vista dei fattori di stimolo a ben operare per arginare le mire dei ‘cattivi’ nei confronti dei ‘buoni’, manco stessimo assistendo ad un film western celebrativo dell’epopea del Far West. 

Questa guerra, credo che sarebbe ora di rendercene conto, è già di per sé un conflitto aperto tra l’intero Occidente, un Occidente risicato e per la verità messo decisamente male, prostrato come è dal punto di vista economico e sociale anche solo guardando alle già abbondantemente edulcorate statistiche relative alla crescita, statistiche che vedono vincenti solo la Cina ed in decisamente buone condizioni quella Federazione Russa che da oltre un anno e mezzo viene data sistematicamente per morta ad ogni piè sospinto entro i fatidici  “pochi giorni” che, a quanto pare, per pochi che siano, stentano a trascorrere.

Forse varrebbe la pena di prendere atto che la Russia ha di fatto sferrato un attacco alla NATO come tale per incrinarne la tenuta al fine di farla implodere grazie a qualche defezione tra gli alleati degli Stati Uniti, defezione arginata per tempo –e sul breve periodo– con l’attacco al Nord Stream, per quanto riguarda la Germania, e la messa in abbondante pausa della leadership francese in Europa, una pausa conseguita minandone la posizione di forza in Africa, ma non foriera (così come nel caso della Germania) di una tenuta a tempo indeterminato. La limitata ma significativa azione militare posta in essere dalla Russia in questi giorni ha come suo obiettivo la sottolineatura del fatto che questa è e resterà una lunga guerra e che i messaggi propagandistici circa una vittoria finale totale e a breve termine è una pia illusione destituita di ogni fondamento.

Anche l’articolo citato contiene le classiche parole di speranza in un futuro radioso, come di rito oramai, ma al tempo stesso non può esimersi dal considerare come tutto questo abbia colto gli Occidentali alquanto di sorpresa.

Credo sarebbe opportuno pensare ad una trattativa di pace per contenere i danni, piuttosto che continuare a millantare una vittoria che se non arriderà a Mosca men che mai arriderà a Kiev e quindi a tutto l’Occidente perché le guerre non si vincono con il classico “armiamoci e partite”, soprattutto quando al “partiamo” non può essere dato corso pena la defezione in blocco di tutti, nessuno escluso, gli alleati di Kiev: cosa questa che, come deve aver capito perfino Biden, lascerebbe gli Stati Uniti in mare di guai di gran lunga più agitato di quanto già non sia. 

Se a questo aggiungiamo l’inizio delle compravendite di petrolio tra Emirati Arabi Uniti ed India in Rupie, beh! direi che qualcuno a Washington e a Bruxelles dovrebbe iniziare a suonare la campanella indicativa della fine della ricreazione della ragione.

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  • Redazione

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