
Le idiozie, come le bugie, hanno le gambe corte (non vanno lontano) e il naso lungo (si vedono). Va così anche per la caccia ai putiniani di moda un anno addietro, di questi tempi, quando regnava Mario Draghi, alias Super Mario, quello che aveva inventato lo slogan sui condizionatori che sarebbero serviti a punire Putin insieme con le (ormai chiaramente inutili, perché aggirabili) sanzioni.
Enrico Letta indossava l’elmetto e sosteneva il governone di una maggioranza che è riuscita a rieleggere Sergio Mattarella al Quirinale.
Ogni voce critica sui provvedimenti chiesti dalla Nato e dall’Unione Europea era definita putiniana, aggettivazione che suonava come fascista. Chi osava porre domande era un traditore.
Oggi gli stessi accusano il governo guidato da Giorgia Meloni di essere prono alla Nato e all’Unione Europea, dove il socialista Borrell (ispanico) è steso a tappetino nei confronti delle tesi del povero Zelensky, il quale sembra ogni giorno meno lucido e sempre più disperato.
Tentiamo oggi, come quando eravamo accusati di essere putiniani perché cercavamo di guardare la realtà senza indossare il giubbotto antiproiettile e l’elmetto d’ordinanza, di capire per quale motivo le idiozie abbiano le gambe corte e il naso lungo.
Sabato gli Usa hanno fatto sapere di essere pronti a discutere di armi atomiche con Cina e Russia, ossia con Xi Jinping e con il ricercato per crimini contro l’umanità (altra idiozia) Vladimir Putin.
Ecco un’altra idiozia, che avendo le gambe corte e il naso lungo, si presenta sulla scena sbugiardata dai fatti.
Era ovvio (lo insegna la storia) che anche durante una guerra si tengano attivi canali diplomatici, perché le guerre finiscono e, volenti o nolenti, anche turandosi il naso, necessita dialogare.
Dichiarare Putin ricercato per crimini contro l’umanità era un’idiozia e nelle idiozie sembrano ormai essere specializzate le leadership europee, impotenti e chiacchierone.
Se la ragione e l’esame di realtà ci assistono è davvero poco comprensibile come possano stare assieme le dichiarazioni americane sulle armi nucleari con un coinvolgimento
Usa e Nato nel conflitto ucraino.
Nonostante il povero Zelensky si eserciti nel visitare i leader del mondo, una cosa è certa: la Nato non ha mai smesso di dialogare con la Russia e oggi gli Usa si apprestano a dialogare con Russia e Cina sulle armi nucleari. Coinvolgimento? Niet.
E qui veniamo al punto.
Zelensky deve farcela da solo. Questa la cruda e nuda realtà al di là delle chiacchiere.
Nella sua dichiarazione al New York Times, Zelensky si è lamentato per non aver ricevuto le armi che voleva e ha sostenuto che, data la superiorità aerea russa, la controffensiva, che ritiene non rinviabile, costerà moltissime vite umane.
Può darsi che Zelensky, mandando al massacro il suo popolo, riesca a vincere, a ricacciare i russi oltre i territori ucraini e a passare alla storia come l’eroe di Kiev.
Sognare è lecito.
Se le intelligence dei vari paesi fossero sicure della vittoria non assisteremmo al lavorio diplomatico in atto per trovare una soluzione di tregua che ponga fine al conflitto e apra spazi alla diplomazia per una sistemazione complessiva della sicurezza europea che comprenda anche la sicurezza della Russia.
In ogni caso, staremo a vedere, ben sapendo che non un solo uomo degli eserciti Nato metterà piede in Ucraina per combattere al fronte.
Chiedere una soluzione diplomatica era al tempo degli elmetti di Letta & Co. essere putiniani.
Chiedere che le leadership non producano idiozie è essere putiniani?
Evidentemente il trasformismo è diventato l’unico modo di essere di certi personaggi, i quali pretendono di avere sempre ragione, anche quando dicono il contrario di quanto asserivano poco tempo prima.
La realtà, comunque, si incarica di mettere in evidenza gambe corte e nasi lunghi.





