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Turchia, Arabia Saudita e Pakistan: nuovo accordo cambierà equilibri

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Turchia, Arabia Saudita e Pakistan

La sconfitta degli USA è pesante e lo conferma l’Iran

Distratti dalla nuova edizione in Spagna dei “Jeux sens frontières”, (con seconda puntata in Germania, e poi vedremo), assorbiti dalla ricerca delle chat da contrapporre ad altre chat, impegnati nella ricerca di ogni possibile casus belli che confermi “Ha stato Meloni” e dall’affannosa ricerca di ogni indizio di fascismo in Italia, ormai semi-assopiti per un’estate troppo calda che – si sente dire – è colpa del Governo, l’opinione pubblica italiana non ha avuto modo di riflettere sul nuovo accordo tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan.

Che, invece, dice tantissimo.

A me conferma che la tappa della Terza guerra mondiale a pezzi che si sta giocando nel “nodo di Gordio” mediorientale e che ha per premio finale la “coppa”, chi gestirà il mondo nel prossimo futuro, è abbastanza decisiva per la “classifica” finale. Chi la vince, si avvantaggia.

Qualcuno dice che a ogni missile sparato dagli USA, la Cina festeggiava perché – Trump non lo sapeva, ma i cinesi sì – le scorte stavano scendendo sotto il livello di guardia. Con ovvie conseguenze.

E, infatti, la voglia USA di lasciare al suo destino il fronte atlantico per dedicarsi al pacifico è stata rinforzata.

La sconfitta degli USA non sarà senza conseguenze per tutto l’Occidente. Altro che Vietnam. Perché la sconfitta è pesante e lo conferma l’Iran: vogliono tutto, dalla libertà sul nucleare al controllo di Hormuz ed anche i danni di guerra.

Il problema è di Trump? Se qualcuno pensa che il conto più grosso non lo pagheremo noi come europei, quel qualcuno farà bene a svegliarsi.
Ecco perché il nuovo accordo non deve essere visto come accordo militare.

È molto di più. Muove mille pedine.

È la conferma che è venuto meno la fiducia del mondo arabo nell’ombrello protettivo USA. La pax americana è ormai tramontata, come la luna di Steinbeck.

È la conferma che nello scontro con i BRICS, se non si vuol essere servi sciocchi di qualcuno, bisogna attrezzarsi per costituire poli indipendenti e forti, che trattano economia e politica con chi vogliono; e sono in grado di farlo.

L’accordo citato avvia questo processo nello scacchiere orientale. L’Europa, massima interessata a questo problema, dorme. E “si perde” la Turchia.

È la conferma che al servaggio più o meno dignitoso agli USA si chiede di sostituire quello al mondo arabo, teocratico e violento, appoggiato da Cina e Russia.

“I sauditi devono capire che un accordo di carta con la Turchia e il Pakistan non garantirà loro la sicurezza, così come anni di sostegno unilaterale agli americani non hanno garantito loro la sicurezza”.

Di più: “Riformate le vostre politiche in modo da non dover implorare altri per la vostra sicurezza” è il commento iraniano.

Più chiaro di così… Per ora rivolto all’Arabia Saudita e dintorni.

È la conferma di una sempre maggiore solitudine di Israele. Che il suo destino sia quello di essere distrutto è scritto in ogni parola ed in ogni atto dei “vincitori” di questa tornata.

E la sua risposta è chiarissima: respinge il piano di pace per Gaza e si prepara un azioni belliche da sola contro l’Iran.

Diritto internazionale e senso di umanità li possiamo mettere da parte. Per Israele, e poi si discuterà se a torto o ragione, non sono sul tavolo. E spiega cosa dice il Talmud sui “non limiti” della reazione verso chi vuole annientarla.

“Se qualcuno viene ad ucciderti, alzati e uccidilo prima”. Ma qui l’argomento è il nucleare: cosa significherebbe “prima”?

Israele non è la Russia. Ha meno “condizionamenti”. Più isolato di così com’è ora non può essere. Delle condanne se ne faranno una ragione. Ma da vivi.

Convincerli del contrario non può essere affidato all’antisemitismo che avanza ed a buoni pistolotti che tanti si prodigano a fare.

Tuttavia, Israele è solo la ciliegina sulla torta che non può essere ignorata per chiunque ragioni di politica e non di umorali scontri. Ed è torta è a più piani.

Per cortesia, spegniamo i televisori e cominciamo a lavorare. Giorno e notte.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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