
Trump ne fa un’altra delle sue e dopo la telefonata con il dittatore russo osserva candidamente che “Putin vuole andare fino in fondo e continua ad uccidere”.
La frase conta fino ad un certo punto ma il giudizio di ambiguità che se ne ricava su Putin dimostrerebbe la disillusione di Trump circa le prospettive di una partnership anti Europa e a Cina con la Russia.
Il riavvicinamento all’Ucraina è la conseguenza immediata ma precaria. Trump ha capito che di Putin non può fidarsi, ora deve solo arrivare a capire che l’espansionismo russo non è arginabile con il suo…cameratismo.
Probabilmente Trump pensava ad una Ucraina mutilata, debole ma libera sia pure in orbita Mosca, fuori dalla NATO. Ma Putin vuole tutto senza sconti ed è un problema per il Presidente USA in quanto mette in difficoltà un’Europa che sbarella ma che teme di finire in una economia di guerra per lunghi anni per parare l’aggressività’ russa.
Per giunta Trump deve vedersela con Israele che con Nethaniau è un osso duro. Neppure il bombardamento spettacolare in Iran ha spostato di molto la questione ed il dramma di Gaza resta senza soluzione reale.
Ecco perché al dunque Trump vira sull’economia dove si gioca negli USA la vera partita. L’uso dei dazi continuerà probabilmente per nascondere in parte difficoltà del debito e dell’economia USA, almeno fino a quando il bilancio americano “approvato” darà frutti e la Fed passerà di mano, mano più amiche.
L’Europa reagisce a parole come suo costume. Teme di scontrarsi con Trump perché potrebbero derivarne disimpegni americani, ma cerca di dimostrare un velleitarismo da operetta per garantirsi una immagine meno disastrosa.
Da noi l’opposizione insiste accusando la Meloni di subalterneit’ quando l’esempio spagnolo è risibile e gli altri sembrano Arlecchino servo di due padroni, ma senza lieto fine.
E continuano a non capire che servirebbe, invece di tanti anatemi, ricostruire una sinistra europea. L’Europa non ha più una vera prospettiva di crescita economica e sociale comune. Ha smarrito la via della unificazione politica almeno in senso federale. Si regge su leader che fanno rimpiangere gli “antenati” e poggiano le loro fortune su terreni paludosi.
Si sta così uicidando ignorando il percorso obbligato di una politica autentica industriale e di una ricerca che non si può più appaltare con l’ingresso della intelligenza artificiale.
Ha svuotato di senso il valore di essere cittadini europei. Se Trump non la stima e Putin la giudica “friabile” ci sarà’ pure una ragione.





