A cura di Agenzia Nova
Trump: “Lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti e non sarà controllato da nessuno”
La Casa Bianca ha respinto le notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a una presunta bozza del memorandum d’intesa raggiunto fra le parti per porre fine al conflitto, definendola una “completa invenzione”.
Lo Stretto di Hormuz “sarà aperto a tutti, e non sarà controllato da nessuno”.
Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti dopo la riunione di gabinetto alla Casa Bianca.
“Lo sorveglieremo ma nessuno avrà il controllo, sono acque internazionali”, ha aggiunto Trump, sottolineando che “l’Oman si comporterà esattamente come tutti gli altri, o dovremo farli saltare in aria”.
“Le trattative con l’Iran stanno andando molto bene. Stanno iniziando a darci le cose che devono darci. Se lo faranno, sarà fantastico. E se non lo faranno, allora Pete Hegseth dovrà finirli”, ha aggiunto Trump.
Per il segretario di Stato Marco Rubio, “la diplomazia è sempre la prima opzione, continuiamo a lavorare in questa direzione, vogliamo che ciò avvenga e vedremo se sarà possibile fare progressi”.
Rubio ha poi ricordato come “esistono anche altre opzioni”, oltre quella diplomatica. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, è il principale sponsor del terrorismo”.
Per il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, “l’Iran non può più fabbricare navi, droni o missili, per questo vogliono trattare. Il presidente Trump, con le sue decisioni ha creato le condizioni per rendere più sicuri gli Stati Uniti e il mondo intero dalla minaccia nucleare iraniana”.
La Casa Bianca smentisce la bozza di accordo con l’Iran
La Casa Bianca ha respinto le notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a una presunta bozza del memorandum d’intesa raggiunto fra le parti per porre fine al conflitto, definendola una “completa invenzione”.
“Questa notizia diffusa dai media controllati dall’Iran non è vera e il memorandum d’intesa che hanno ‘pubblicato’ è una completa invenzione. Nessuno dovrebbe credere a ciò che i media statali iraniani diffondono. I FATTI CONTANO”, si legge nell’account di risposta rapida della Casa Bianca su X.
“L’Iran non otterrà un alleggerimento delle sanzioni in cambio della rinuncia al proprio uranio altamente arricchito. Rinunceranno al loro uranio altamente arricchito non in cambio di un alleggerimento delle sanzioni”, ha ribadito il tycoon.
L’Iran, ha proseguito, “vuole davvero raggiungere un accordo, non hanno scelta. Non siamo ancora soddisfatti, vogliamo vedere cosa succede. Forse dovremo tornare lì e finire il lavoro”.
Funzionari Usa citati dai media hanno affermato che il presidente Donald Trump sarebbe disposto a revocare il blocco di Hormuz a condizione che l’Iran consenta alle navi commerciali di transitare attraverso lo Stretto.
“Come ha affermato il presidente Trump, i negoziati stanno procedendo bene e lui ha chiarito le sue linee rosse. Il presidente Trump concluderà solo un buon accordo per il popolo americano, che deve garantire che l’Iran non possa mai dotarsi di armi nucleari”, ha ribadito da parte sua Olivia Wales, portavoce della Casa Bianca, in risposta al servizio della televisione di Stato iraniana.
Teheran: “Nella bozza di accordo anche 300 miliardi di dollari per la ricostruzione”
In un post su X il parlamentare Meysam Zohourian, segretario della commissione Economia, ha affermato che “ci sarebbe anche un punto che prevede un programma di ricostruzione da 300 miliardi di dollari per l’Iran nel documento preliminare consegnato a Teheran e contenente un quadro non ufficiale per un possibile memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, finalizzato a porre fine al conflitto”.
Secondo Zohourian, oltre ai risarcimenti l’accordo prevede anche la fine delle sanzioni primarie e secondarie all’Iran e il rilascio graduale dei fondi iraniani bloccati all’estero. La sezione del testo che riguarda il nucleare, ha proseguito, “non prevede l’impegno dell’Iran a non costruire armi nucleari” e predispone la creazione di un quadro “reciprocamente accettabile” per le scorte di uranio, l’arricchimento e tutte le questioni relative al programma nucleare di Teheran.
Zohourian ha aggiunto che lo schema prevede il congelamento del programma nucleare iraniano durante il periodo di negoziato ma in cambio Washington dovrebbe impegnarsi a non aumentare le sanzioni. Altre disposizioni, secondo quanto riportato da Zohourian, includono esenzioni per le vendite di petrolio e altri prodotti petrolchimici iraniani.
Secondo quanto reso noto dai media iraniani, in base alla bozza del documento, l’Iran ripristinerebbe i traffici commerciali nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, mentre gli USA ritirerebbero le forze militari dalle aree circostanti l’Iran e rimuoverebbero il blocco navale.
Washington “si è impegnata a ritirare le sue forze militari dall’ambiente circostante l’Iran, sia che si tratti di forze dispiegate nella regione sia di quelle stanziate nelle basi. Questo aspetto richiede negoziati”, si legge nella bozza visionata dall’agenzia di stampa “Mehr”.
La TV di Stato iraniana sottolinea che il quadro prevede che l’Iran gestisca il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz in cooperazione con l’Oman. Il documento non è ancora definitivo e Teheran non intraprenderà alcun passo senza “verifiche concrete”, in base a quanto riportato.
“Qualora si raggiungesse un accordo finale entro 60 giorni, questo potrebbe essere approvato sotto forma di risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, aggiunge il documento.
Il ministero dell’Intelligence dell’Iran: “I nostri avversari ricorrono alla guerra ibrida dopo la sconfitta sul campo”
Gli avversari dell’Iran stanno ricorrendo alla “guerra ibrida” dopo essere stati sconfitti sul campo di battaglia. Lo ha detto il ministero dell’Intelligence, in una dichiarazione citata dall’agenzia di stampa “Fars”.
Secondo la nota, il “nemico” – in riferimento a Stati Uniti e Israele – sta ricorrendo a tattiche diverse come pressione economica, attacchi informatici, contrabbando di armi, omicidi e campagne mediatiche ostili.
“Il nemico sconfitto sul fronte militare si sta spostando nel campo della guerra ‘soft’, della guerra cognitiva, e delle provocazioni social”, si legge.
Il ministero avverte anche che le autorità iraniane “perseguiranno in maniera ferma” tutte le attività di spionaggio di “separatismo”. Nonostante l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, del ministro dell’Intelligence Esmail Khatib, e di un gruppo di alti comandanti, “il Paese è rimasto saldo e stabile, e le forze di intelligence hanno inflitto colpi mortali al regime sionista (Israele)”, conclude la dichiarazione.
I pasdaran: “Improbabile una nuova guerra con gli Usa, ma siamo pronti a rispondere a qualsiasi attacco”
Una nuova guerra tra l’Iran e gli Stati Uniti è improbabile, ma Teheran è pronto a rispondere a qualsiasi attacco. Lo ha detto oggi Mohammad Akbarzadeh, vice capo politico della Marina del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (Irgc, i pasdaran), citato dall’agenzia di stampa “Tasnim”.
“Le probabilità di una guerra sono basse a causa della debolezza del nemico. Le forze armate sono in attesa con i caricatori pieni”, ha affermato Akbarzadeh.
“Non abbiate dubbi: trasformeremo l’area da Chabahar a Mahshahr (due località situate alle estremità opposte della costa meridionale dell’Iran) in un cimitero per gli aggressori”, ha aggiunto il funzionario dei pasdaran.
Media israeliani: In caso di accordo con l’Iran i mezzi militari Usa lasceranno l’aeroporto Ben Gurion
In caso di un accordo con l’Iran, i mezzi militari statunitensi schierati nell’aeroporto israeliano di Ben Gurion verranno evacuati entro 72 ore verso basi in Europa. Lo scrive l’emittente “Channel 12”, spiegando che questo avverrà su richiesta della ministra israeliana dei Trasporti, Miri Regev, secondo cui la presenza di aerei militari USA danneggia l’aviazione civile.
Tuttavia, scrive la stessa emittente, gli aerei saranno in stato di allerta, pronti a tornare all’aeroporto Ben Gurion qualora dovessero riprendere i combattimenti con l’Iran.
Nei giorni scorsi Regev aveva richiesto con una lettera urgente al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz il ritiro immediato degli aerei cisterna USA. La loro evacuazione potrebbe agevolare la ripresa delle operazioni delle compagnie straniere dall’aeroporto internazionale di Tel Aviv, Ben Gurion.





