Home Opinioni TOGHE E GOVERNO INCERTO

TOGHE E GOVERNO INCERTO

0

di Mauro Del Bue

Ma cos’è il concorso esterno in associazione mafiosa che anche l’Europa ci chiede di precisare?  Mantovano frena Nordio, la Serrachiani si congratula con lui, mentre la Meloni conferma la separazione delle carriere, ma rinvia la procedura della legge, che prevede una modifica costituzionale (dovrebbe essere diviso anche il Csm?), a tempi indefiniti.

Lo dico anche per esperienza sia pure indiretta. Se il governo si piega o fa l’indiano su questa materia verrà travolto. E farà la fine dei governi precedenti che con l’Anm sono venuti a patti e sono stati costretti ad agitar aria. Dalle opposizioni e in particolare dai riformisti e dai liberali del Pd mi aspetto che battano un colpo. Non voglio pensare che prendano tutti gli ordini dal da un quotidiano travagliato.

Essere garantisti e libertari, e cito Pannella e Fortuna, era nel Dna della sinistra italiana. Questo elemento è del tutto svanito perchè è svanito il Psi? Mi sorge il dubbio. E’ un dubbio relativo. Ma la notizia di oggi, a metà tra il clamoroso e il ridicolo (uso l’aggettivo adoperato a tal proposito da Matteo Renzi) è il nuovo filone d’indagine aperto dalla Procura di Firenze  La stessa che ha arrestato mamma e papà dell’ex presidente del Consiglio (che poi sono stati assolti), quella che ha indagato su di lui e sui suoi amici, accusandoli di non si sa cosa, la stessa che però non riesce a sfrattare da un hotel gli occupanti neanche a fronte del rapimento di una bambina di 5 anni.

Questa Procura sta inventando un nuovo teorema con mostro incorporato. Ricordate le bombe mafiose del 1993, quelle che esplosero a Roma, Milano e Firenze? Quelle non sarebbero parte di una strategia mafiosa decisa da Cosa nostra per scendere a patti con lo stato (vedasi il famoso papello di Ciancimino). No. Quella svolta cruenta avvenne per favorire Berlusconi attraverso le indicazioni e i contatti personali del suo fido Dell’Utri, improvvisamente convocato negli uffici della procura.

Perché? Non è chiaro. Cosa avrebbe guadagnato Berlusconi e con lui Dell’Utri dagli attentati e anche da quello, fortunatamente fallito, dell’Olimpico di Roma? Una persona normale può lontanamente pensare, con tutto il male che si può volere al cavaliere, che Berlusconi, appassionato di calcio e all’epoca presidente del Milan, volesse fare esplodere lo stadio del Coni di domenica mentre giocava una squadra della capitale alla presenza di 50mila persone o ne fosse solo informato o ci guadagnasse da una strage di quella portata?

Ma cos’è questa accusa? Un delirio? Arrivo perfino a pensare che sia frutto di una Procura anomala e assolutamente non orchestrata dal partito dei magistrati, che avranno pure rimproverato gli interessati di spararla troppo alta. Stona invece, e ancora una volta, il silenzio della Schlein. Quando scoccherà la magica ora nella quale il Pd prenderà le difese di un suo avversario politico?

Autore

  • Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue, politico, giornalista e storico italiano. Già deputato del PSI e del Nuovo PSI, è stato Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture nel Governo Berlusconi III. Nel 2007 è stato uno dei principali protagonisti della rinascita del PSI. Dal 2013 al 2022 ha diretto la versione online de L'Avanti!. Dal 2023 dirige il quotidiano online La Giustizia.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui