Home Opinioni THE BRUTALIST, UN FILM MONUMENTALE

THE BRUTALIST, UN FILM MONUMENTALE

0

di Carlo Di Stanislao

“Un uomo è ciò che fa” – The Brutalist, un’epopea di sogni, sacrifici e arte

Questa celebre frase di André Malraux sembra incarnare perfettamente l’essenza de The Brutalist, il monumentale film diretto da Brady Corbet che ha conquistato pubblico e critica.

Una storia potente, ma dal sapore già noto

The Brutalist narra la storia di László Tóth, un architetto ungherese ebreo sopravvissuto all’Olocausto, interpretato magistralmente da Adrien Brody. La pellicola segue il suo viaggio dall’Europa devastata dalla guerra all’America del dopoguerra, dove tenta di realizzare il sogno americano affrontando sfide personali e professionali.

Se da un lato la narrazione è potente e visivamente straordinaria, dall’altro emerge una certa prevedibilità tematica. Ancora una volta, il cinema d’autore hollywoodiano torna sul dramma della persecuzione ebraica, un argomento che – per quanto storicamente fondamentale – viene riproposto con una costanza quasi rituale. Il rischio è che la ripetizione svuoti di freschezza narrativa un tema che meriterebbe sempre un approccio nuovo e meno scontato.

Il sogno americano: opportunità o illusione?

Uno degli aspetti più interessanti del film è il modo in cui tratta il sogno americano. László Tóth arriva negli Stati Uniti con l’idea di poter costruire liberamente, realizzando la sua visione architettonica in una terra di opportunità. Tuttavia, il film mostra come il successo in America non sia mai davvero gratuito: ogni traguardo comporta compromessi, sacrifici e persino la perdita di sé.

Corbet dipinge un’America in cui il talento da solo non basta e in cui i sogni vengono spesso stritolati dalle logiche del potere e dell’interesse. Il film si interroga quindi su cosa significhi davvero “farcela” e se il prezzo da pagare per il successo valga il sacrificio. In questo senso, The Brutalist si allontana dalla narrazione tradizionale del sogno americano, presentandolo più come un’illusione crudele che come una possibilità reale per tutti.

Accoglienza della critica

La critica ha elogiato unanimemente il film. Peter Bradshaw del The Guardian lo ha definito “un’epopea straordinaria e avvincente”, lodando la regia di Corbet e la fotografia di Lol Crawley. Su Rotten Tomatoes, il 92% delle 199 recensioni dei critici sono positive, con una valutazione media di 8,8/10. Il consenso del sito recita: “Strutturalmente bello e arricchito dalla toccante interpretazione di Adrien Brody, The Brutalist di Brady Corbet è un imponente tributo all’esperienza degli immigrati”. Anche su Metacritic, il film ha ottenuto un punteggio di 89 su 100, indicando un’acclamazione universale.

Risposta del pubblico

Il pubblico ha mostrato un forte apprezzamento per il film, come evidenziato dalle solide performance al botteghino. The Brutalist ha incassato 15,9 milioni di dollari negli Stati Uniti e Canada e 26,7 milioni in altri territori, per un totale mondiale di 41,5 milioni di dollari. Nonostante la durata impegnativa di 215 minuti, gli spettatori hanno riconosciuto la profondità narrativa e la qualità artistica della pellicola. Tuttavia, non sono mancate alcune voci critiche che avrebbero preferito una storia meno legata ai soliti archetipi e più aperta a nuove prospettive sull’immigrazione e sull’identità.

Riconoscimenti

La pellicola ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci nomination agli Oscar, vincendo tre statuette per Miglior Fotografia, Miglior Colonna Sonora e Miglior Attore Protagonista. Agli 82esimi Golden Globe, ha trionfato nelle categorie Miglior Film Drammatico, Miglior Regista e Miglior Attore in un Film Drammatico.

Conclusione

The Brutalist si erge come un’opera cinematografica imponente che esplora temi universali come l’immigrazione, l’arte e la lotta per l’affermazione personale. Tuttavia, il suo approccio narrativo si inserisce in una lunga tradizione cinematografica che tende a riproporre certi drammi storici con una prevedibilità che potrebbe spingere il pubblico a desiderare storie nuove e meno canoniche. Il film si distingue invece nel suo sguardo ambiguo sul sogno americano, mostrandone il lato oscuro e mettendo in discussione l’idea che basti talento e determinazione per avere successo. In questo, The Brutalist è tanto un racconto di speranza quanto un ammonimento sulle illusioni che spesso accompagnano le grandi narrazioni del progresso.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui