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SUMMIT USA IN GIORDANIA PER LA RICOSTRUZIONE DELLA SIRIA

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Oggi la Giordania ospiterà un incontro con funzionari statunitensi e siriani per discutere del sostegno alla ricostruzione della Siria dopo oltre un decennio di conflitto e la cacciata dell’ex leader Bashar al-Assad da parte di una ribellione guidata dagli islamisti a dicembre.

Il ministero degli Esteri giordano in una nota ha affermato che saranno presenti il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shibani e l’inviato statunitense in Siria Thomas Barrack.

Mercoledì scorso Damasco ha firmato 12 accordi per un valore di 14 miliardi di dollari, tra cui un accordo da 4 miliardi di dollari con la holding UCC del Qatar per costruire un nuovo aeroporto e un accordo da 2 miliardi di dollari per realizzare una metropolitana nella capitale siriana con la società nazionale di investimento degli Emirati Arabi Uniti. 

I colloqui seguono le consultazioni del 19 luglio nella capitale giordana, incentrate sul consolidamento del cessate il fuoco nella provincia meridionale di Al Suwayda.

In agenda anche incontri bilaterali tra il vicepremier e ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, e i due capi delegazione.

Secondo il ministero, il vertice si colloca nel nuovo contesto politico siriano seguito alla caduta di Damasco: l’8 dicembre 2024 le forze dell’opposizione armata sono entrate nella capitale, portando alle dimissioni e alla fuga all’estero dell’allora presidente Bashar al Assad. Il 29 gennaio 2025 Ahmed al Sharaa, ex comandante ribelle, è stato proclamato presidente ad interim.

Negli ultimi giorni il governo siriano ha annunciato, con comprensibile entusiasmo, investimenti stranieri per 14 miliardi di dollari. Per un Paese ridotto in polvere dalla guerra combattuta da eserciti di mezzo di mondo e infinite milizie locali e straniere per circa tre lustri, non è poco.

Ma a guardar bene più che di contratti si tratta di diversi memoranda d’intesa, in settori ad alto rendimento come i trasporti in particolare, ma i settori che più premono ai siriani, cioè quelli energetici, visto che la corrente elettrica in casa almeno per più ore al giorno è un sogno per moltissimi, non figurano tra quelli interessati.

Soprattutto per quanto riguarda petrolio e gas si potrebbe fare molto di più, ma qui i giacimenti si trovano quasi esclusivamente nei territori controllati dai curdi, e tra il governo islamista di al-Sharaa e l’autoproclamato sistema autonomo curdo guidato dai miliziani curdi dell’SDF è di nuovo burrasca, al punto che l’attesissima conferenza di Parigi per mettere a posto la situazione dei rapporti tra il governo centrale e curdi è saltata. Dovevano esserci con i francesi anche gli americani, per appianare i permanenti problemi e far ripartire la Siria, ma dopo la visita a Damasco del ministro degli esteri turco il governo di al-Sharaa si è chiamato fuori dalla conferenza.

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  • Redazione

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