Sassonia, AfD al 44,%, dimezzata la CDU di Merz – Verdi e rossi consegnati all’insalata – Bocciata la politica fallimentare del sostegno all’UE della tedesca Ursula von der Leyen – Un segnale anche per i “democristiani” d’Italia
L’analisi elettorale della Sassonia – Anhalt dovrebbe indurre chi ha perso, invece di gridare al pericolo nazista, a capire per quale motivo il popolo, ossia il possessore della sovranità in democrazia, ha dimezzato i voti della Cdu del cancelliere Merz e consegnato al mix dell’insalata verdi e rossi.
I democristiani di Merz dovrebbero chiedersi per quale motivo il popolo li ha abbandonati e vota in massa AfD.
Se si decidessero, i democristiani, a darsi una risposta e non a sbraitare che c’è il nemico, si renderebbero conto che il nemico lo hanno in casa, ed è l’insalata rosso verde con la quale sostengono le follie dell’Unione Europea alla cui testa (si fa per dire) c’è la tedesca democristiana Ursula von der Leyen, la cui politica ha disastrato il Vecchio Continente.
Se il popolo vota a destra è per il fatto che non ne può più del menù politico che i democristiani continuano a propinare agli europei assieme all’insalata rosso verde.
Il voto della Sassonia – Anhalt è impietoso. La CDU si assesta al 18,4% dei voti e ne perde il 18,7%. Merz, come il Visconte dimezzato, ha perso la faccia, i voti, la credibilità e ogni prospettiva.

Il problema dei democristiani tedeschi è che a perdere sono loro. I socialisti rimangono quello che erano. I verdi crescono leggermente, probabilmente assorbendo i partiti minori. Spariscono i liberaldemocratici che non andranno in Parlamento.
Quindi la questione è tutta democristiana e segna il fallimento di Merz e della von der Leyen, ossia il fallimento della politica che la Germania ha voluto e ha continuato a volere in questi anni, delocalizzando in Cina, supportando le politiche folli del Green Deal, immiserendo l’Europa fino a portarla all’inesistenza geopolitica e trasformando l’Unione Europea in una dittatura.
Quando hai voluto costruire il IV Reich e lo hai fatto con uno strumento della finanza come è l’Unione Europea di Maastricht, ormai simile all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e con metodi della Stasi, che i sassoni conoscono bene, è normale che il popolo ti volti le spalle.
Intelligenza vorrebbe che, invece di gridare al pericolo nazista, i democristiani tedeschi cominciassero a pensare al cancro che li corrode. Ma forse è chiedere troppo.
La sconfitta cocente di Merz è qualcosa di più di un fatto locale.
Il Land della Sassonia – Hanhalt si può riassumere con questa formula: Grande capacità produttiva, ma bassa massa economica complessiva.
È una regione piccola demograficamente, relativamente povera, ma industrialmente significativa, con una forte concentrazione di chimica, agroindustria, manifattura, energia, logistica.
La Sassonia-Anhalt possiede alcuni poli industriali ad alta intensità energetica che sono strategici per l’intera Germania. Sassonia-Anhalt è infatti uno dei principali territori chimici della Germania orientale.
Il grande asse industriale è quello della Mitteldeutsches Chemiedreieck, il triangolo chimico della Germania centrale, che comprende soprattutto Leuna – Schkopau – Bitterfeld-Wolfen, con importanti produzioni di: chimica di base; petrolchimica; materiali; farmaceutica; plastiche; prodotti intermedi; energia.
Questo rende il Land particolarmente sensibile a prezzo dell’energia, gas, infrastrutture e politica industriale. Ed è significativo che proprio nel 2024 il Land abbia indicato tra le cause della contrazione industriale la diminuzione del fatturato nella chimica, oltre a macchinari e alimentare.
La Germania può mantenere la propria industria, soprattutto quella energivora e chimica, dentro la transizione verde, oppure una parte della Germania industriale dell’Est ritiene che il modello imposto da Berlino stia diventando economicamente insostenibile?
È questa la domanda che dovrebbero porsi i democristiani tedeschi, invece di gridare al lupo al lupo.
Veniamo ai voti
Mentre chiudiamo il giornale i voti sono i seguenti


I numeri dei voti sono presi dal Bild
I numeri parlano più di tante parole.
Gli elettori sono circa 1,7 milioni di aventi diritto al voto. Seggi minimi nel Landtag: 83 (maggioranza assoluta a 42).
La dimensione normale del Landtag è di 83 seggi: 41 seggi diretti, uno per ciascun collegio; 42 seggi assegnati attraverso le liste regionali.
L’attuale parlamento, però, conta 97 deputati, perché il sistema prevede seggi supplementari di compensazione quando una forza ottiene più mandati diretti di quanti gliene spetterebbero in proporzione.
Quindi per ragionare sulle maggioranze conviene partire da 83 seggi, ossia dalla dimensione teorica, ma il parlamento effettivo potrebbe essere più grande dopo il conteggio definitivo.
Come vota ciascun elettore?
Ogni elettore ha due voti.
Erststimme — primo voto: vota il candidato del proprio collegio.
Ci sono 41 collegi. Vince semplicemente il candidato che prende più voti, anche senza raggiungere il 50%.
Zweitstimme — secondo voto: è il voto politicamente più importante per la composizione del Landtag.
Si vota la lista di partito e determina sostanzialmente la proporzione complessiva dei seggi.
Quindi: Erststimme determina quale candidato vince il collegio e Zweitstimme quanti seggi ottiene ciascun partito
La soglia del 5%
C’è una Fünf-Prozent-Hürde, cioè una soglia del 5% delle seconde preferenze. Un partito che resta sotto il 5% normalmente non partecipa alla distribuzione proporzionale dei seggi.
E c’è una differenza importante rispetto ad altri sistemi tedeschi: in Sachsen-Anhalt non esiste una Grundmandatsklausel, cioè non basta conquistare alcuni collegi per aggirare automaticamente la soglia del 5%.
Perché il 5% può cambiare completamente il governo
I voti dei partiti che rimangono sotto la soglia del 5% sono esclusi dalla distribuzione proporzionale dei seggi. Questo aumenta automaticamente il peso parlamentare delle forze sopra la soglia.
Ed è uno dei motivi per cui il voto di AfD può trasformarsi in una maggior quantità di seggi di quanti se ne possano attribuire in base alla sola percentuale di voti.
Se il Landtag rimanesse nella dimensione normale di 83 deputati, la maggioranza assoluta sarebbe 42 seggi.
Chi elegge il Ministerpräsident?
Qui c’è un’altra differenza fondamentale rispetto alla percezione comune. Il popolo non elegge direttamente il presidente del Land. Gli elettori eleggono il Landtag. Poi è il Landtag che elegge il Ministerpräsident, cioè il presidente del governo regionale.
Il primo tentativo richiede la maggioranza dei membri del Parlamento, non semplicemente dei presenti. Dunque, in un parlamento da 83: 42 voti sono necessari.
Se nessuno riesce a formare una maggioranza, si entra nei meccanismi costituzionali successivi di elezione del Ministerpräsident e, in ultima istanza, possono aprirsi scenari di governo minoritario o nuove elezioni. La costituzione regionale disciplina precisamente questa fase.
Allo stato attuale, salvo correzioni finali, Afd avrebbe 41 seggi, non sufficienti per la maggioranza assoluta.
Una lezione anche per i “democristiani” italiani
In questi giorni ci sono grandi e piccole manovre al centro per tentare di costituire ponti tra alcune componenti del centro destra e il centro sinistra. Il gioco al centro, per giocare su tutti i tavoli, sta creando problemi all’interno della Lega e di Forza Italia.
Il voto della Sassonia è lì a dimostrare che qualsiasi tentativo di stabilire ponti con l’insalata von der Leyen oggi è a rischio di dissolvimento.





