È buffo, ma non troppo. Dopo decenni, molto lentamente, pare riemergere una voglia di politica che nella memoria della sx pareva svanita.
A farla avvertire…pare uno scherzo del destino non il futuro scoppiettante di slogan del tipo “stiamo arrivando” ma udite, udite, il centenario della morte di Giacomo Matteotti e non solo per il suo antifascismo, semmai per il suo riformismo vero e coraggioso che permette di riflettere e ritrovare il senso di una storia importante.
Ascoltare, discutere finalmente di…qualcosa. Insomma ho la sensazione che la necessità di politica, sepolta dai clan sinistrorsi prevalenti e divenuti un tappo ad ogni altra esperienza, non sia andata dispersa ma abbia trovato un rivolo lento ed incerto per riproporsi magari per ora come …una specie da proteggere ma viva.
Il merito? Matteotti, certo la destra al Governo, ma anche l’esigenza di non ascoltare solo dei no.
Ritrovare con i protagonisti del passato l’esistenza di una politica riformista che sapeva proporre e lottare.
Pensiamo alla sinistra italiana in Europa: la generazione dei Matteotti, dei Rosselli, dei Buozzi, voleva difenderla dall’abbrutimento; oggi la sx che dirige l’orchestra è …posti a Strasburgo, ma nulla che valga per il resto: c’è da rifondare il socialismo europeo, dove sono?
C’è da affrontare il ruolo italiano anche dopo la procedura d’infrazione, ma al di là degli anatemi a non trattare delle risorse (vedi superbonus ed altro…) gettate al vento negli ultimi anni, cosa resta?
C’è da fermare i nazionalismi. Ci deve pensare ancora il fatiscente Macron o l’inesistente Scholtz?
Eppure qualcosa si muove, forse dalla parte di una passione politica sopita ma non spenta. Stareno a vedere…
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.