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Sano orgoglio nazionale: Meloni alla festa della GdF e con l’ANA

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orgoglio nazionale

La visione sovranista del Premier

È fatta. Meloni alla festa della Guardia di Finanza e a Gemona con gli Alpini per il 50° anniversario del terremoto del 1976.

Per chi avesse dubbi sul perché, c’è l’affermazione proprio di Meloni: “Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale”.

La virata a destra, almeno in alcune manifestazioni, è cosa fatta. Perché orgoglio nazionale di per sé non è destra; ma il ricalcare un messaggio “sovranista” indirizzato al presidente statunitense lo è. Se sia cosa buona, lo vedremo.

La mancata solidarietà a Meloni, anzi oserei dire il contrario, da parte dell’opposizione, sgradita persino al Quirinale, ha dato un colpo a quello che temevo – e ho più volte accennato – potrebbe succedere. Perché ha chiarito, senza più dubbi, la virulenza e la spietatezza degli attacchi in corso e quelli futuri.

La politica seguita sinora dal governo è stata di stampo conservatore ma non liberista a tutto campo. Anzi: sarebbe interessante discutere seriamente l’analisi della gestione economica svolta depurata dalla propaganda e dalle mezze verità che hanno riempito ogni mezzo di informazione.

Lo stesso dicasi per la gestione dei rapporti sociali, sui quali, in particolare, la reazione dell’opposizione è stata più improntata alla violenza che non all’intelligenza.

Poi c’è la vicenda Europa: se qualcuno pensa che la stiano difendendo, anche dalle interferenze di Starmer non sempre amichevoli, Macron o Merz più di Meloni deve spiegarmi qualcosa che non avrei capito.

La formazione di una destra più vera destra, che è in atto e procede con fin troppi risultati, dice che l’accusa sottovoce a Meloni di aver tradito il suo elettorato ha il senso di accusare il Governo di aver virato al centro. Personalmente, condivido che questo sia accaduto, ma considero questo spostamento una fortuna per l’Italia.

Ora, se – complice le reazioni allo strappo con Trump che fa da ultima goccia in un vaso colmo di scontri interni tra i nostri Partiti – Meloni decide di vendere cara la pelle fino alle prossime elezioni, dobbiamo aspettarci qualche dispiacere vero.

Sì, la manderemo pure a casa. Ma, intanto, c’è ancora un anno di Governo, in pratica senza opposizione concreta, visto il vuoto di proposte alternative e di una direzione politica dell’alternativa politica che va all’opposto rispetto al riformismo che sarebbe necessario; anzi, indispensabile, come i tanti esempi europei ed extraeuropei ci sbattono in faccia.

Un “gruzzoletto” si è realizzato: servirebbe per dare senso e una base alle riforme. Se lo si spreca con qualche populismo, si sarebbe gettato via la parte migliore di un buon lavoro e tante possibilità che oggi ci sono. Un legame con l’Europa c’è: debole ma c’è.

Finora il duo Giorgetti – Meloni ha resistito. Ma se gli attacchi a Meloni prescindono da ogni considerazione (come dice con onestà Renzi: “tutto pur di mandarla a casa”) e poggiano su proposte di destra travestite da populismi di sinistra, una risposta sullo stesso piano ma estremamente più efficace – perché fatta da chi il potere ce l’ha e non deve conquistarselo – diventa più di un’eventualità.

Rispetto all’Europa, cavalcare i sentimenti di tanti contro quello che viene avvertito – e non a torto – come un complesso di burocrazie capace solo di porre veti, soprattutto in campo economico, un’alzata di scudi, – in questo momento drammatico (ma si fa finta di non vederlo) – sarebbe distruttivo delle poche speranze che si possono nutrire. Ma molto popolare.

Temo un governo di vera destra per qualche mese. E spero che, invece, prevalga il buon senso.

Meloni ha conquistato la mia stima. Errori: certo. Ma visione di Stato anche. Dobbiamo solo sperare che io abbia capito il giusto e tanti altri abbiano sbagliato giudizio.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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