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Le sette – Dall’estasi alla gabbia

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Le sette - Dall'estasi alla gabbia

Il miraggio dell’assoluto e il cammino illusorio verso la cancellazione dell’Io e la prigione psicologica

In un periodo di continue trasformazioni e di disordini con il progressivo aumento di reazioni incongrue e diversificate, la nostra società vive una profonda crisi di identità.

Che cosa spinge una persona comune, dotata di una vita normale, affetti e progetti, a cedere improvvisamente il controllo della propria esistenza a un leader o a un gruppo isolato?

La risposta a questa domanda non risiede quasi mai nella vulnerabilità superficiale, ma in un bisogno universale e profondamente umano: il desiderio di appartenenza, di risposte certe in un mondo caotico, di una comunità che prometta salvezza o realizzazione spirituale.

Il fenomeno delle sette non è un retaggio del passato né una realtà confinata ai margini della società; si è evoluto, digitalizzato e camuffato dietro sigle insospettabili di crescita personale, benessere o spiritualità alternativa. L’adesione a una setta non avviene per caso, né è riservata a persone fragili o ingenue.

Il reclutamento settario può raggiungere chiunque si trovi in una finestra di vulnerabilità: un lutto, una separazione, una crisi di identità, la ricerca di senso in un momento di disorientamento.

Questa è forse la constatazione più scomoda e, al tempo stesso, più importante, per chi si avvicina al tema senza pregiudizi: la vittima di una setta non è necessariamente una persona psicologicamente compromessa, ma una persona umana, in quanto tale esposta, in certe condizioni, a dinamiche di influenza che la ricerca scientifica ha ampiamente documentato.

Allo stesso modo, la figura del leader settario non può essere ridotta alla caricatura del “folle visionario”. Richiede, invece, un’analisi comportamentale precisa, capace di individuare i tratti di personalità, le strategie relazionali e i meccanismi di costruzione del carisma che lo rendono così efficace nel creare dipendenza.

Quest’articolo non si propone di giudicare chi cade in queste dinamiche, bensì di esplorare i sofisticati meccanismi di manipolazione psicologica che ne muovono le fila.

Attraverso testimonianze, analisi psicologiche e dati concreti, cercheremo di capire dove finisce la libera ricerca spirituale e dove inizia la prigionia della mente, offrendo una bussola per riconoscere i segnali d’allarme prima che sia troppo tardi.

Inutile nascondere che la paura del futuro è alquanto diffusa, la sensazione di inguaribilità della società, il timore della tragedia incombente, inducono alla ricerca di soluzioni alternative con una modalità di fuga e di abbandono.

Non da meno, le motivazioni specifiche che stimolano la costituzione, ovvero la nascita di una “setta”, si trovano generalmente nei profondi disagi e nei conflitti, annidati all’interno di una società.

Per setta si intende un raggruppamento di persone unite da un credo ideologico, religioso o politico, professato in modo radicale e intransigente e, talvolta, in contrapposizione esplicita alla comunità e all’ideologia dominante.

Il girone infernale delle sette è una rete subdola capace di plagiare chi è alla ricerca di un sostegno e di una speranza.

La vittima, perché di vittima si tratta, con un processo graduale, viene psicologicamente destrutturata a vantaggio di falsi maestri o illusioni, la volontà della vittima subisce un graduale affievolimento e, alla fine, da soggetto diviene oggetto.

Sono molte le associazioni new age che si avvicinano all’esoterismo e all’occultismo cercando di identificarsi come due tipologie distinte ma provenendo, in realtà, entrambe dalla stessa matrice malefica capace di rendere l’uomo in uno stato di schiavitù e condizionamento psicologico.

Tra le più pericolose espressioni dell’esoterismo vi sono le cosiddette sette con un proprio credo specifico, organigramma e capo.

Sono difficilmente riconoscibili e mai si rivolgono “casualmente” alle persone che stanno vivendo gravi difficoltà o semplicemente toccate dalla sofferenza, dal bisogno.

Le sette ingaggiano veri e propri “ricercatori”, persone che si presentano come credibili, caritevoli, interessate alle umane vicende e, soprattutto, detentrici della sicura soluzione di qualsiasi problema.

Le vittime si sentono smarrite e, dunque, sono particolarmente esposte ai malintenzionati.

Per le persone fragili è molto facile cadere nei tranelli delle sette e, una volta conquistata la fiducia, i potenziali adepti vengono posti in uno stato di isolamento attraverso un percorso di convincimento psicologico, che può arrivare al plagio e al lavaggio del cervello (brain washing), al fine di allontanare l’individuo da tutti i precedenti punti di riferimento, soprattutto gli affetti, come la famiglia e gli amici; poi i colleghi e la comunità d’appartenenza.

Posto in uno stato di isolamento, il soggetto è particolarmente vulnerabile ai messaggi che gli verranno imposti affinché si crei un legame di dipendenza psicologica dal nuovo gruppo e di rinnegamento dei valori preesistenti per quelli della nuova dottrina.

Tra gli innumerevoli gruppi di tipo settario, emerge, in modo considerevole, il satanismo. Esso professa il culto di Satana come anti-Dio. Termine ebraico che indica l’Avversario, l’angelo Lucifero che si ribellò a Dio e divenne capo di una legione di demoni, altri angeli che avevano peccato con lui.

Spesso, coloro che aderiscono alle sette sataniche o ne cercano il contatto, sono soggetti di giovane età, in molti casi minorenni, con scarso sostegno familiare e psicologicamente molto fragili ma, soprattutto, “carenti di un idoneo, minimo, bagaglio di valori”.

Anche qualora volessero uscire da tale gabbia psicologica, a causa dell’intrinseca complessiva debolezza e del vincolo molto forte instauratosi con la setta stessa (giuramenti di sangue, patti col diavolo, ecc.), risulterebbe quasi impossibile.

All’interno di questi gruppi si può constatare una vera e propria omertà, analoga a quella riscontrabile in ambientazione mafiosa, tra l’altro, con effetti assolutamente negativi sull’andamento delle indagini.

Purtroppo, nell’arco dei secoli, molti sono stati gli omicidi commessi a sfondo satanico.

Riuscire a penetrare nel fenomeno è molto difficile, la complessità dell’intervento e dell’attività stessa è data dalla difficoltà della scarsa collaborazione della vittima prima che venga aiutata.

Fino al 1981, il codice penale italiano prevedeva l’articolo 603 (Plagio), che puniva chiunque sottoponesse una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione.

Dopodiché, sempre nel 1981, la Corte Costituzionale (sentenza n. 96) dichiarò il reato di plagio incostituzionale per violazione del principio di tassatività e determinatezza della legge penale.

La Corte stabilì che la norma era troppo vaga: non era possibile dimostrare scientificamente e in modo oggettivo in un processo penale quando l’influenza psicologica di una persona su un’altra si trasformasse in un “totale stato di soggezione”.

Da allora, l’ordinamento italiano si è trovato privo di una norma specifica per punire il lavaggio del cervello o la manipolazione psicologica operata da singoli o da sette/psicoculti.

Nel tempo, vi sono state più proposte di Legge volte a introdurre il reato di manipolazione emotiva.

L’ultima proposta di Legge è la n. 1496 – presentata al Senato il 22 maggio 2025 – avente ad oggetto, appunto, il reato di “Manipolazione psicologica e mentale”, che punta ad inserire nel codice penale l’art. 613 quater rubricato: “Manipolazione mentale” ai sensi del quale:

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nell’ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o a far sfruttare una condizione di dipendenza psicologica o fisica dei partecipanti, induce taluno in un perdurante stato di soggezione tale da escludere, o da limitare in modo rilevante, la libertà di autodeterminazione o la capacità di discernimento, è punito con la reclusione da tre a otto anni.

Se il fatto è commesso in danno di persona minore di anni diciotto la pena non può essere inferiore a sei anni di reclusione”.

Sono in atto i lavori su detta proposta di Legge e, in ordine alla stessa, si auspica una prossima definizione.

E, infatti, allo stato, avere una Legge che introduca tale fattispecie delittuosa nel codice penale, è fondamentale per colmare un vuoto legislativo e avere l’obiettivo di porre fine alle angosce di famiglie costantemente alle prese con problemi di manipolazione dei loro cari da parte di organizzazioni senza scrupoli.

Quello delle sette è ormai un fenomeno di grande allarme sociale.

L’approccio è sempre uguale: un volantino, il passaparola, il porta a porta, cicli di formazione, palestre, pseudo corsi di carattere spirituale.

Le modalità che passano dal processo di destrutturazione e spoliazione della personalità sono sempre le stesse: prima mettono la vittima al centro dell’attenzione e le fanno cambiare abitudini, poi si verifica la soggezione, arrivando a farle escludere ogni capacità di giudizio, e, infine, inducono il soggetto a violenza e condotte delittuose (suicidi indotti, omicidi ed altre perversioni).

Ricordo, solo per rimandare alla memoria di tutti noi, la vicenda delle “Bestie di Satana”, nel varesotto, e dei “Bambini di Satana”, nel bolognese.

Sono molte le vite distrutte, le famiglie rovinate e gli adolescenti in carcere.

Quest’ultimi, soprattutto, sono i soggetti più deboli, ma vi sono anche adulti in balia di guru, santoni, maghi, ciarlatani, lettori di carte e via dicendo; e, spesso, mentre la vittima non si accorge, se non quando è troppo tardi, di essere stata plagiata e raggirata, la famiglia è impotente di fronte a questi fenomeni.

Sarebbe opportuno istituire un numero verde antisette in ogni città capoluogo, ciò rappresenterebbe un’opportunità in più per mettere in sinergia famiglie, forze dell’ordine, magistratura e associazioni di volontariato contro questo fenomeno che, purtroppo, è sempre più in ascesa.

Autore

  • Andrea Feltri

    Andrea Feltri, esperto a livello internazionale in Scienze Criminologiche e Criminalistiche, ha ricoperto incarichi nell’ambito dell’Intelligence e Crime Analysis. Ha partecipato a vari programmi di Polizia Internazionale all’estero quale docente e consigliere dell’Unione Europea Occidentale. Docente in Criminologia Clinica e Scienze Criminalistiche, ha tenuto corsi presso Università e Scuole di Specializzazione Internazionali. È studioso di simbologie sacre e precristiane e culti satanici e autore di numerosi articoli scientifici. Direttore Scientifico di Centri di Studi per la Comunicazione e la Formazione di Psico-Criminologia e Criminalistica. È Giudice Onorario presso il Tribunale per i minorenni di Lecce.

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