Home Cronaca SANITÀ, L’ALLARME IN RITARDO DEL PAPA: “IN ITALIA CRITICITÀ STRUTTURALE”.

SANITÀ, L’ALLARME IN RITARDO DEL PAPA: “IN ITALIA CRITICITÀ STRUTTURALE”.

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La situazione della sanità in Italia si trova ad attraversare una nuova fase di criticità che sembra diventare strutturale. Si registra una costante carenza di personale, che porta a carichi di lavoro ingestibili e alla conseguente fuga dalle professioni sanitarie”.

In ritardo di un decennio, giusto per allinearsi all’opposizione Pd e M5S, Francesco si sveglia da un lungo letargo e si rende conto che la sanità in Italia è alla canna del gas.

Il fatto è che la situazione della sanità in Italia è il frutto di decennali tagli, in gran parte imputabili a quella che oggi è l’opposizione al Governo di Giorgia Meloni.

Il nuovo grido di allarme del Papa sulla sanità nel nostro Paese è stato lanciato in occasione dell’udienza ai membri dell’Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani e della Federazione Italiana Medici Pediatrici.

“La perdurante crisi economica – l’analisi del Pontefice – incide sulla qualità della vita di pazienti e di medici: quante diagnosi precoci non vengono fatte? Quante persone rinunciano a curarsi? Quanti medici e infermieri, sfiduciati e stanchi, abbandonano o preferiscono andare a lavorare all’estero? Sono questi alcuni dei fattori che ledono l’esercizio di quel diritto alla salute che fa parte del patrimonio della dottrina sociale della Chiesa e che è sancito dalla Costituzione italiana quale diritto dell’individuo, cioè di tutti – nessuno escluso –, pecialmente dei più deboli, e quale interesse della collettività, perché la salute è un bene comune. La sanità pubblica italiana è fondata sui principi di universalità, equità e solidarietà, che però oggi rischiano di non essere applicati”.

Non sono applicati da molti anni e le parole di Bergoglio suonano, come per altri dossier, un intervento in politica di un Papa che molti di occupa di politica e poco di quella che dovrebbe essere la sua materia: l’anima e lo spirito.

“C’è la volontà di risolvere le criticità della norma sulle pensioni perché credo che sarebbe impensabile che in un momento come questo gli operatori lascino il Servizio sanitario. Potrebbe essere il tassello finale di un disastro che vogliamo evitare”. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ribadisce in una intervista al “Sole 24 Ore” tutta la sua determinazione a superare il taglio alle pensioni dei sanitari deciso in manovra: “La modalità ancora non è decisa”. Ha poi chiesto “un impegno per valorizzare l’indennità di specificità che riguarda non solo i medici, ma tutti gli operatori. Un intervento questo da fare insieme a quello sulle pensioni”. Anche qui nulla è deciso ma l’idea potrebbe essere quella di provare a detassare questa voce. “Il punto di partenza per me – osserva il ministro – è valorizzare gli operatori e rendere più attrattivo il Ssn. Però voglio ribadire che non è meramente un problema economico. Come ha ricordato in questi giorni la Corte dei conti le risorse messe dal governo per la sanità sono più alte del solito, ma saranno insufficienti se a queste non seguirà una riforma strutturale del Ssn”.

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