
di Maria Rita Monaco*
Lunedì sera seguendo IV Repubblica ho sentito un docente universitario affermare che “Lo stato di Israele è nato da un atto di terrorismo”. Ora i casi sono due o io sono scema o lui è in malafede. Ritenendomi in grado di leggere, ascoltare e capire, sono convinta che lui sia in malafede, a meno che la soluzione dell’ONU del 47 sia stato un atto terroristico.
Tremo all’idea che a questo docente sia permesso di indottrinare i suoi studenti soprattutto temo che le richieste di boicottaggio delle collaborazioni universitarie israeliane vengano accolte Il ricordo di quanto successo nel ’38 dovrebbe essere nella mente e nel cuore di tutti gli italiani, troppo pronti ad abbracciare le cause di azioni che non conoscono, o che preferiscono far finta di non conoscere. L’ipocrisia regna sovrana, nonostante un articolo di Marco Maier di qualche giorno fa dal titolo “Il boicottaggio delle università israeliane è sbagliato”, pacato e riflessivo.
Continuo però a chiedermi come sia possibile che il senso di colpevolezza di noi occidentali (ne abbiamo sbagliate tante, ma abbiamo fatte anche delle cose buone) sia così pesante da spingerci a commettere l’ennesimo errore: dimenticare, anzi demonizzare Israele per gettarci nelle braccia dei terroristi.
Hamas odia l’occidente ce lo dimostra con i suoi attentati, così come odia Israele. Hamas non vuole la pace, e gli altri paesi arabi non hanno mai mosso un dito per aiutare i palestinesi. Adesso, grazie anche alle manifestazioni non solo italiane a favore di Hamas e degli Hezbollah chiedono che Israele sia cancellata. Perché si inneggia al terrorismo e ci si scorda della strage del 7 ottobre? Perchè si fa finta di non sapere che dal quando i coloni furono portati va a forza dalle loro terre per una possibile pace (peraltro mai voluta proprio da Arafat, Abu Masen e ovviamente dai terroristi), la prima cosa che fecero i palestinesi (o chi per loro) fu bruciare e distruggere tutto quello che gli Israeliani avevano costruito?
Perché fingiamo di non sapere che esiste un protocollo di intesa fra medici palestinesi e israeliani per curare e salvare bambini sia ebrei che musulmani?
Sono domande che dovremmo porci tutti.
*Coordinatore provinciale Pistoia dei Liberaldemocratici Italiani





