
di Elio Truzzolillo
Gli ennesimi dati sulla crescita dei salari reali pubblicati dall’OCSE ci mostrano quello che ormai già sappiamo.
L’Italia è l’unico paese in cui i salari reali sono non solo non aumentati ma addirittura sono diminuiti dal 1990.
Certamente andrebbe fatto un discorso specifico per ogni stato, per esempio la straordinaria crescita nei paesi baltici si spiega col fatto che hanno lasciato il contesto politico-economico dell’ex Unione Sovietica integrandosi con gli stati e le organizzazioni occidentali. Chi parte da una situazione di arretratezza ha più margini di crescita
Rimane il fatto che il confronto è comunque impietoso anche quando guardiamo a stati più comparabili a noi.
Non resta che sottolineare che, al di là delle sciocchezze che ci raccontano i nostri pessimi politici (di tutti gli schieramenti), la globalizzazione c’è stata per tutti, la finanziarizzazione dell’economia c’è stata per tutti, il “liberismo selvaggio” c’è stato per tutti, l’automazione c’è stata per tutti, la UE e l’euro ci sono stati per tutti (o quasi), la crisi dei subprime c’è stata per tutti, la concorrenza della Cina c’è stata per tutti, le cattive multinazionali ci sono state per tutti, ecc. ecc., ma solo in Italia i salari reali sono diminuiti e siamo mediamente più poveri dei nostri genitori.
Continuiamo a credere alle favole, continuiamo a inventare o a ingigantire problemi generali che riguardano tutti gli stati e a non affrontare i nostri problemi specifici, cosa potrà mai andare storto?





