
di Giuseppe Augieri
Mi vengono spontanee alcune domande da porre ai tanti che guardano con sospetto ai “pacifisti” e, per ultimo, al Presidente Mattarella. Quest’ultimo, con lo stile che gli è consono, e dunque in punta di piedi, ricorda che la seconda guerra mondiale è il frutto avvelenato dell’ aver consentito alla Germania un atto di forza verso Paesi quali la Polonia. “Se una potente nazione armata impone con successo la propria volontà a un’altra, seguiranno altre aggressioni”. L’invito implicito ad essere “meno pacifisti” è chiarissimo. E molti ricordano l’accordo di Monaco del 1938
Mi permetto di ricordare che, prima di “aver consentito” l’atto di forza, “era già stato consentito” ai “banchieri” tedeschi ed inglesi, sin dal 1935 (accordo anglo-tedesco sul riarmo navale di Berlino frutto della politica di “appaesement”), investimenti altissimi in un riarmo a tutto spiano della Germania; che la via diplomatica era stata avviata dal 1930 incuranti di segnali di pericolo; e che, dopo averla “fatta passar liscia” ad Hitler il solo Paese che si preoccupò di riarmarsi fu l’Inghilterra.
Quello che sembra ripetersi rispetto a Monaco è la disattenzione per il programmato incremento dell’industria bellica della Germania. Se non ci saranno chiarimenti, la superfetazione del riarmo vedrebbe la NATO integrata e ampliata dalla “difesa” ReArm Europe e, per la Germania, un ulteriore investimenti di 400 miliardi tutto per se. Se non è così, bisognerebbe dirlo chiaro. E bloccare ogni operazione che vada in quella direzione. Magari approfittando dell’occasione per approfondire, circa gli inglesi, qualche spiegazione più specifica sulla politica che intendono seguire: quella che li portò all’accordo del 1935 ha qualche assonanza con quella che si sospetta essi intendono praticare oggi. Non è per sfiducia: ma – sapete – si giocherella con una guerra e dunque…..
In compenso, diversamente dal dopo Monaco, ci sarebbe il potenziamento dell’armamento NATO – comunque non rinviabile anche per le posizioni degli USA – che renderebbe questo strumento deterrente, inesistente nel 1938, di dimensioni tali da dissuadere qualsiasi avventura russa. Specie se accompagnato da un patto che consentisse una adesione al solo articolo 5 di alcuni Paesi strategici rispetto alle preoccupazioni. Una iniziativa non facile ma non impossibile. Di contro, parlare di riarmo convenzionale per un confronto tra arsenali senza considerare quelli nucleari mi sembra una barzelletta. Domanda secca: il ReArm Europe prevede anche l’incremento del potenziale nucleare? Solo quello Inglese e Francese? E quando l’Europa sarà diventata una potenza anche militare, se mai lo sarà, chi la guiderà?
Se invece, caro Presidente Mattarella e cari compagni “non pacifisti”, l’appunto vuole rimarcare il rifiuto a ripetere il tradimento che alcuni Paesi praticarono nel ’38 verso quelli lasciati alla mercé di Hitler, bisognerebbe domandarsi perché per tre anni si è andati avanti senza mai notare che sanzioni ed aiuti militari non hanno fatto “perdere” Putin. E che dunque ogni ritardo nell’apprestare il tavolo della diplomazia favoriva l’aggressore che ogni mese in più poteva iniziare una qualsiasi discussione con risultati sul campo. Qualche errore di valutazione di cui chiedere scusa? Se fosse così, il tradimento è già stato consumato.
Ed una osservazione finale, forse la principale. Churchill dichiarò criticando Monaco – e mi sembra che si faccia ora riferimento a quel concetto – che “… Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”. Insomma che la guerra sarebbe stata solo rimandata. Non ci fosse stata Monaco la seconda guerra mondiale dunque sarebbe iniziata un anno prima: perché era “inevitabile”. La domanda vera, che pongo da tre anni, è la seguente: ancora una volta la guerra è inevitabile e dunque è inutile posporla? E’ questo che si pensa quando ci si riferisce a Monaco ed al non darla vinta a Putin?
E confermo che non intendo essere preso per fesso. Con tutto il rispetto.





