Home Politica estera RUSSIA, IL DISPIEGAMENTO DEI BOMBARDIERI STRATEGICI

RUSSIA, IL DISPIEGAMENTO DEI BOMBARDIERI STRATEGICI

0

Il dispiegamento dei bombardieri strategici Russi in Siberia
di Paolo Falconio*

Nessuno si allarmi, al momento non ritengo ci sia il rischio di un’ escalation per via della
distruzione di una quota di bombardieri strategici da parte degli ucraini. Nè gli USA , nè la Russia
vogliono un confronto diretto. Questo però non vuol dire fare finta di essere ciechi.
Partiamo da un presupposto: Trump non è un imperatore e alcuni apparati di intelligence interni
e degli alleati conservano un’ autonomia di azione. Tra l’altro il potere politico reale è nel
Congresso. Di questo la Russia ne è cosciente.
Attraverso questa ottica personalmente leggo la notizia del dispiegamento in Siberia di una
parte dei loro TU 160 (il top dei bombardieri strategici russi).
Questa news è apparsa festosamente sui nostri giornali come una ritirata dei russi per paura
degli Ucraini, tanto da spingerli a dispiegare questi aerei a oltre 6300 Chilometri di distanza dal
confine ucraino. Ora è desolante la disinformazione, per ignoranza o per dolo non saprei dire,
della nostra informazione.
Premesso che i russi hanno dato il via a massicci bombardamenti sull’Ucraina occidentale,
anche lanciando da bombardieri strategici, il dispiegamento in Siberia ha un preciso significato
geopolitico: non lo fate più. Nessuno ha provato a leggere la notizia in termini di aumento della
minaccia per gli USA (a parte alcuni commentatori militari americani tra i quali Ret. Col.
Douglas MacGregor former advisor to the Secretary of Defense). Una minaccia simbolica, ma
questo è il reale significato di questo dispiegamento. È un messaggio. Prendete una cartina
geografica e lo capirete.
Quell’ attacco rende molte questioni più complicate, perché mette in discussione il concetto
di trasparenza e questo incide in molti dossier compreso il fatto di poter allocare dentro dei
bunker questi aerei fino al nucleare iraniano.
Bisogna stare molto attenti a non minare completamente il concetto di fiducia e trasparenza,
soprattutto se la materia è il deterrente nucleare. Se lo si fa è bene mettersi un paio di occhiali
per capire bene le possibili conseguenze. Ricordate che esiste un modo di dire “escalation
chiama escalation” e sono molti tra i maggiori analisti e militari americani (Gen Kellogg,
Mashneimer solo per fare un paio di nomi) che non escludono tale eventualità, ma nel caso
accada, nessuno sa bene come gestirla.

* Member of the Consejo Rector de Honor and lecturer at the Sociedad de Estudios
Internacionales (SEI)

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui