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RUBIO A ZELENSKY: “IL VERTICE NON È VITTORIA DI PUTIN” E MOSCA SCHIAFFEGGIA GLI EUROPEI

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Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio è tranciante nel respingere la canea scatenata dai giornali ancorati alla narrazione neocon e dem (con il codazzo dei vassalli europei) relativa vertice tra Trump e Putin: L’incontro di Ferragosto in Alaska con Trump, ha detto Rubio, non è “una vittoria per Putin”.

“La gente deve capire – ha detto Rubio ieri nell’intervista a Sid and Friends in the Morning – che per il presidente Trump non è una concessione”, in quanto il presidente Usa, dopo aver avuto diversi contatti telefonici con il leader russo, “sente l’esigenza di sedere al tavolo con lui, di avere un faccia a faccia, di ascoltarlo da solo, per poter fare una valutazione” delle sue intenzioni riguardo alla fine della guerra in Ucraina. “Un incontro è quello che si fa per capire e prendere una decisione, si vogliono vedere tutti i fatti, guardare le persone negli occhi e questo è quello che il presidente vuole fare”, aggiunge il segretario di Stato, affermando di credere che già nelle prime fasi dell’incontro “sapremo se questa cosa sarà un successo o no”. “E il presidente ha aggiunto Rubuio – è straordinario nel chiudere accordi, è un fantastico negoziatore, ha un istinto tremendo nel decifrare la natura umana”, continua, spiegando che questo “è difficile da fare per telefono”. “Ed è quello che succederà venerdì e avremo una migliore comprensione delle cose, non sarà facile, questa guerra significa molto per Putin”.

Nel frattempo si è scatenata una vera e propria campagna di stampa denigratoria tesa e dipingere Donald Trump come un povero idiota, dall’ego smisurato, che si presenterà di fronte all’astuto Vladimir Putin per farsi gabbare, mentre, se The Donald desse ascolto agli accorti e navigati europei, eviterebbe di fare la figura dell’imbecille alla quale è condannato.

La campagna, suonata dai giornalini del coro neocon, ingaggiati per coprire la ritirata, sono diretti dal maestro del coro inglese, incapace di ammettere che l’idea di essere una potenza mondiale che detta legge dalla City di Londra è fallita.

Mentre Putin si accinge a sbarcare in Alaska, per un incontro che comunque è storico, in quanto rappresenta la reciproca legittimazione di Mosca e Washington come interlocutori e non come nemici, dalla Russia arrivano schiaffi in faccia agli europei.

Il vice portavoce del ministero degli Esteri russo, Alexey Fadeyev, ha definito insignificante la video call di ieri tra i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L’Ue, ha detto Fadeyev, “sta sabotando” gli sforzi di pace di Stati Uniti e Russia. “Consideriamo – ha aggiunto – le consultazioni richieste dagli europei un’azione politicamente e praticamente insignificante. Gli europei sostengono a parole gli sforzi diplomatici di Washington e Mosca per risolvere la crisi ucraina, ma di fatto l’Unione Europea li sta sabotando”.

Secondo il vicedirettore del dipartimento russo per l’informazione, Mosca ritiene che l’escalation del conflitto ucraino sia l’unico modo per diversi governi europei di giustificare ai propri cittadini gli investimenti forzati nella militarizzazione forzata e nella stagnazione dell’economia. “In ogni caso – ha concluso Fadeyev – monitoreremo le azioni dei paesi europei in relazione al prossimo vertice e ci aspettiamo che non vengano prese misure che possano ostacolarne lo svolgimento e il raggiungimento di accordi costruttivi”.

Sul fronte della comunicazione continua il balletto delle indiscrezioni, che sostituiscono ormai la realtà e che costituiscono la base di una maionese impazzita tanto quanto lo sono coloro che aspirano a far fallire il vertice.

Cnn e New York Times ci fanno sapere che il faccia a faccia tra Trump e Putin si terrà nella Joint Base Elmendorf-Richardson, base militare nel nord di Anchorage, e che la scelta della base militare garantirà la sicurezza dell’atteso incontro di Ferragosto tra i due leader, rendendo anche più facile la logistica del viaggio di Trump in giornata nel lontano Stato artico americano.

Joint Base

Ovviamente la Cnn sottolinea che la Casa Bianca avrebbe preferito evitare di trasmettere al mondo l’immagine del leader russo e del suo entourage ospitato in un’installazione militare Usa.

In Alaska sarà presente anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Interessante quanto afferma, per bocca di Fadeyev il Cremlino in merito all’agenda dell’incontro: “Come tutti sappiamo, le relazioni tra i due Paesi si sono notevolmente deteriorate, soprattutto sotto le precedenti amministrazioni. Ci aspettiamo che l’incontro consenta ai leader di concentrarsi sull’intera gamma di questioni, dalla crisi ucraina agli ostacoli che impediscono un dialogo normale e significativo, fondamentale per garantire la pace e la stabilità internazionale”.

In buona sostanza, l’Ucraina è uno dei tanti elementi del dialogo tra i due leader, come non era difficile da capire e la soluzione del conflitto tra Mosca e Kiev rientrerà in un quadro più ampio di equilibri.

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  • Redazione

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