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RENZI, QUO VADIS

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di Mario Guadagnolo

Tra i guastatori che ieri in Parlamento con scarso senso delle istituzioni hanno fatto scadere un dibattito serio su un argomento serio in una chiassata da bettola in alcuni mie riflessioni sull’argomento ho dimenticato di inserire accanto a Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli il mio amico Matteo Renzi, che io ho sostento fin dalla prima ora ,cioe’ fin da quando concorse, vincendola, la partita per la segreteria del PD in competizine con Bersani.

Era il riformismo in opposizione al massimalismo post comunista, rappresentato da Bersani, e per questo mi schierai con lui, sostenedolo poi costantemente.

Sono stato un frequentatore assiduo della Leopolda. Ora mi accorgo che da un bel po’ Renzi si e’ “appecoronato” come uno scendiletto e fa il maggiordomo del PD inseguendo anche lui sul populismo e demagogia il suo antico nemico Giuseppe Conte, di cui ha detto fino a qualche tempo fa peste e corna e il peggio che si potesse dire.

E questo sapete perche’? Perche’ Italia Viva col 2% non raggiunge il quorum per far eleggere i suoi parlamentari, per cui correndo il rischio di non entrare piu’ in Parlamento, pensa quindi di dever essere ospite nelle aggrezioini che raggiungono il quorum.

Questa e’, verosimilmente,  la ragione del suo improvviso innamoramento per Schlein e il PD.

Ho la sensazione, però,  che Matteo Renzi se continua su questa strada da mio amico corre il rischio di diventare fra non molto ex.

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  • Redazione

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