
di Giorgio Cattaneo
Morto che parla: riecco Evgenij Prigozhin, ufficialmente scomparso in un incidente aereo il 23 agosto scorso nei cieli russi. Oggi un video lo mostrerebbe – vivo e vegeto – nientemeno che a una cerimonia pubblica nella Repubblica Centrafricana, dove la Wagner è stata dispiegata dal Cremlino. Dice Nicolai Lilin: «L’uomo ripreso qualche giorno fa è assolutamente identico a Prigozhin. Ed esperti russi non sembrano avere dubbi sull’autenticità del video: documenta la cerimonia in memoria dei caduti della Wagner, svoltasi sul suolo africano il 13 giugno 2024 davanti al monumento che commemora i combattenti della brigata che hanno perso la vita in battaglia».
Il 13 giugno sarebbe il compleanno del fondatore del gruppo armato, Dmitrij Utkin, detto Wagner (anche lui ufficialmente morto a bordo dello stesso aereo in cui si dice viaggiasse lo stesso Prighozin). Aggiunge Lilin: difficile credere che quei due vecchi volponi, dopo tutta la tensione scatenatasi a causa della loro roboante “marcia su Mosca”, si siano davvero imbarcati sullo stesso velivolo, visto che non salivano mai neppure sulla medesima auto. Il finto ammutinamento dello scorso 24 giugno, festa massonica di San Giovanni Battista? Magari poteva servire per stanare qualche talpa dell’Occidente, infiltrata del ministero della difesa russo.
Sarà un caso, ma – da allora – in quel dicastero molte teste hanno cominciato a cadere, fino a quella del ministro Shoiugu. Dunque: l’eventuale apparizione africana di Prigozhin, sempre che non si riveli un “fake”, potrebbe suonare come una firma, beffarda, sull’intera operazione mirante a smascherare possibili quinte colonne del nemico? Certo non può sfuggire la data, 13 giugno: il compleanno di Utkin, d’accordo; ma anche un modo per far risaltare il numero 13, che nei tarocchi simboleggia la morte. E quale giorno migliore, per un burlone deceduto solo in apparenza, se volesse indicare – capovolgendo il simbolo, da esoterista qual è – il suo attuale status di non-defunto? Morto che parla, appunto. E con tanti saluti dall’Africa.
Il video di Lilin sulla ricomparsa del capo della Wagner:





