
di Paolo Raffone
Una signora tedesca con una tradizione personale e familiare reazionaria occupa una posizione apicale europea e decide da sola di “Rearm Europe” proponendo una spesa di 800 miliardi di euro. Si tratta di un sotterfugio reazionario sul quale le vere “destre” non sono affatto convinte. Si tratta di un colpo micidiale alla credibilità del progetto di unità europea e al concetto stesso di Europa nato dopo il 1945. Si tratta di un’espropriazione violenta e radicale dei diritti democratici, sociali, ambientali e di sviluppo umano ed economico. Si tratta di ipotecare il futuro delle giovani generazioni europee con una decisione presa da vecchi reazionari senza alcuna consultazione.
È arrivato il momento di reagire e pretendere che la signora baronessa Ursula von der Leyen si dimetta subito dal suo posto di capo autoritario della Commissione europea. Un posto che ha riconquistato con un gioco di palazzo, con il ricatto e le intimidazioni. Insieme con questa, un’altra signora che rappresenta appena qualche centinaio di migliaia di persone non ha alcuna legittimità e credibilità per essere a capo della politica europea di sicurezza e difesa. L’incompetente e pericolosa Kaja Kallas vive nell’ossessione russofoba del suo piccolo popolo estone ma parla a nome di 450 milioni di europei. Kaja Kallas è stata nominata solo perché parte utile al progetto reazionario della baronessa Ursula von der Leyen. Complici di queste due pericolose signore sono i Socialisti e Democratici (in Italia il PD) che le hanno votate. Senza i voti di questi “illuminati” reazionari queste due signore non sarebbero li.
Un processo reazionario che è iniziato già nel primo termine della signora von der Leyen. Scrive Carnegie Endowment: “Sebbene la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell’UE comprendesse originariamente elementi legati alla democrazia, ha gradualmente spostato la sua attenzione su una cooperazione in materia di sicurezza pragmatica e strettamente definita. Gli Stati membri dell’UE, spinti da considerazioni geopolitiche, utilizzano sempre più spesso le missioni PSDC per promuovere i propri interessi immediati e affrontare le singole questioni di politica estera, tra cui la migrazione e la lotta al terrorismo. Per reintrodurre una dimensione di governance all’interno della PSDC, l’UE dovrebbe rivedere i principi guida della politica e sostenere i processi democratici in contesti promettenti»[1].
Ovviamente, terrorismo e migrazioni sono state le foglie di fico dell’insicurezza per giustificare lo spostamento degli obiettivi della PSDC a favore di interventi di difesa, mentre la tragedia annunciata dal 2007 della guerra in Ucraina, alla quale l’Unione europea non ha saputo fare altro che riamare l’Ucraina con la scusa degli inutili e inconsistenti accordi di Minsk (parole di Angela Merkel[2]), è servita a costruire il nemico russo contro il quale il riarmo europeo dovrebbe opporsi.
Adesso, queste signore dell’Unione europea e una parte minoritaria dei leader politici nazionali europei, travisano il senso delle parole della nuova amministrazione americana (Trump, Vance, Hegseth, Rubio e Musk) che li accusano di aver deviato dai principi liberaldemocratici promuovendo invece un regime inteso alla giustificazione della guerra contro la Russia. Gli Stati Uniti d’America hanno annunciato il loro disimpegno dalla difesa europea e la probabile imposizione di dazi alle importazioni dall’UE e dai suoi stati membri. Le due signore e la strana coppia di sfigati politici franco-britannici rispondono con “Rearm Europe”. Un riarmo da 800 miliardi che toglie le risorse di budget ai programmi di ripresa economica post pandemica, alle politiche di coesione, alle politiche di cooperazione internazionale, ma che pretende di essere il volano, indiretto, della ripresa della competitività tecnologica europea. Si tratta semplicemente di un’idea reazionaria a favore delle imprese della difesa per ingabbiare definitivamente quel che resta della democrazia europea e del welfare in un’economia di guerra.
Rearm Europe è l’odierna versione anglofona di quel riarmo europeo che tra il 1905 e il 1913 portò alla guerra civile europea, al suicidio delle nazioni e degli imperi europei, a decine di milioni di morti. Non dimentichiamolo! Se l’Europa ha vissuto sette decenni di relativa pace e il riavvio della prosperità lo si deve principalmente alla tutela politico-militare americana e sovietica che impedì il riarmo delle nazioni europee. Dal 1991 sono passati più di trent’anni, ma gli europei non hanno costruito nulla di utile e funzionante. Pensare adesso di risolvere le loro deficienze col riarmo è davvero disgustoso, stupido e diabolico.
La reazionaria Commissione europea di Ursula von der Leyen e Kaja Kallas si deve dimettere, subito.
[1] https://carnegieendowment.org/research/2025/03/the-eu-common-security-and-defense-policy-moving-away-from-democracy-support?lang=en&mkt_tok=ODEzLVhZVS00MjIAAAGY_648EHTHOTZpIuYCnOGpURDbpkfYT1WZEPdM7OOS1WGJTMXOetQwQdUHDqmWiYw7AIA6jAWn2ZVryFEGjRX5OT-NKZ3COYGF2SlW84beBoki
[2] https://www.wsws.org/en/articles/2022/12/22/ffci-d22.html





