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QUANDO IL POLITICAMENTE CORRETTO DIVENTA MENZOGNA

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Riferendo dell’aggressione avvenuta in Spagna, a Torre Pacheco, paese della Murcia, ad un anziano signore da parte di una banda di marocchini, RaiNews.it scrive che “lo scorso venerdì 11 luglio, Domingo, un abitante di Torre Pacheco, è stato aggredito mentre passeggiava alle cinque del mattino vicino al cimitero comunale. L’uomo ha riferito alla Guardia Civil di essere stato vittima di un violento pestaggio da parte di tre giovani che, senza proferire parola, lo hanno improvvisamente attaccato. Nella sua denuncia, Domingo ha dichiarato di non essere riuscito a identificare gli aggressori. Tuttavia, questo dettaglio non ha fermato i gruppi di estrema destra, che hanno immediatamente sfruttato l’episodio per diffondere sui social media messaggi carichi di odio xenofobo e razzista. La narrazione costruita attorno all’episodio ha dipinto i migranti, soprattutto nordafricani, come una minaccia per la sicurezza, incitando alla violenza”.

Menzogna.

Come riferiscono i giornali spagnoli, l’aggressore marocchino dell’anziano di Torre Pacheco è stato arrestato nei Paesi Baschi mentre si preparava a fuggire in Francia. Nel frattempo, domenica scorsa, la Guardia Civil aveva già arrestato altri due marocchini per favoreggiamento del fuggitivo. I due hanno rispettivamente 20 e 21 anni. Nessuno dei tre risiedeva a Torre Pacheco.

l sindaco di Torre Pacheco ha dichiarato: “È aumentata la criminalità nel comune, legata a un gruppo di giovani immigrati di seconda e terza generazione”.

Come riferisce la Verdad, quotidiano della Murcia, il Tribunale Istruttorio n. 5 di San Sebastián ha ordinato ieri la custodia cautelare senza cauzione per il diciannovenne arrestato lunedì a Gipuzkoa, oggetto di un mandato di arresto come presunto autore dell’aggressione a un residente di Torre Pacheco. L’arrestato è accusato di possibili lesioni personali.

Il giovane è stato arrestato lunedì pomeriggio dalla polizia basca nella città di Rentería, nella provincia di Gipuzkoa. Secondo fonti coinvolte nell’indagine, l’uomo, di origine nordafricana, è stato arrestato dalla Ertzaintza (polizia basca) mentre stava per salire su un treno per Irún, apparentemente con l’intenzione di proseguire da lì verso la Francia. Dopo l’arresto, l’individuo è stato condotto presso le strutture della Guardia Civil, dove è attualmente detenuto.

In precedenza, la Delegazione del Governo aveva confermato lunedì mattina l’arresto degli altri due giovani di origine marocchina implicati nell’incidente, in quanto complici.

Secondo la vittima, la violenta aggressione è avvenuta alle sei meno un quarto del mattino di mercoledì scorso, mentre passeggiava nei pressi del cimitero cittadino. Durante la passeggiata ha incontrato i tre giovani quando, senza apparente motivo, il giovane marocchino, ora detenuto, ha iniziato a picchiarlo senza alcuna provocazione. Non aveva inoltre intenzione di derubarlo, poiché non ha rubato l’orologio o le chiavi che aveva con sé. Dopo il pestaggio, durato circa un minuto, l’aggressore è fuggito.

L’episodio ha scatenato una vera e propria guerra civile nel paese spagnolo, con l’arrivo di bande xenofobe appartenenti al gruppo ultra che invita a “riunire con Allah” i migranti a Torre Pacheco.

La Guardia Civil – spiega il giornale spagnolo Levante di Valencia – aveva già nel mirino il gruppo ultra che invita a “riunire con Allah” i migranti a Torre Pacheco. Si tratta dell’organizzazione nota come Deport Them Now, un piccolo gruppo già conosciuto dagli specialisti dell’informazione, sia della Guardia Civil, che della Polizia Nazionale.  L’organizzazione ultra Deport Them Now – prosegue Levante – ha rilasciato lunedì un comunicato xenofobo in cui incita a “ristabilire l’ordine”: “Coloro che hanno giurato fedeltà alla bandiera, e anche chi non l’ha fatto, hanno l’obbligo di difendere la nostra patria”. Questi violenti si rivolgono “a tutte le organizzazioni anti-immigrazione statali, ultras del calcio, associazioni cristiane, abitanti del paese”. “Tutti a pattugliare fino a ristabilire l’ordine”, dichiarano, richiamando una frase diventata popolare dopo l’alluvione di Valencia: “Solo il popolo salva il popolo”.

Gli ultra hanno dichiarato che “rimane valida, poiché legittima, la convocazione di pattuglie di quartiere per dare la caccia ai delinquenti magrebini nei giorni 15, 16 e 17 luglio, come già annunciato”.

L’episodio è di una gravità enorme in quanto evidenzia anche in Spagna, così come è avvenuto in Francia, in Inghilterra e in altri Paesi, il fallimento dell’integrazione e la bomba sociale che si nasconde sotto l’immigrazione selvaggia di questi anni. Una bomba pronta ad esplodere in ogni momento, come si è visto nel paese della Murcia.

Non ha alcun senso, pertanto, come ha fatto RaiNews.it nascondere la provenienza marocchina degli assalitori, sostenendo che l’aggredito non li aveva identificati. Nascondere la realtà per aderire alla grande truffa mediatica del politicamente corretto serve solo a favorire l’ingrandirsi di una bomba sociale che, come si vede, è pronta a deflagrare.

Autore

  • Redazione

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