
L’Italia divisa in due non è un’invenzione.
Qualsivoglia cosa succede, rieccoli che si schierano uno da una parte e l’altro dall’altra.
Come se la logica abbia due ragioni, e come se anche i numeri siano opinioni.
Una confusione pazzesca, che speso induce a riflettere … perché il pensiero politico, le ideologie ed anche le ipocrisie sono una cosa, la trasformazione, la strumentalizzazione, la manipolazione, il colpevolizzare le vittime sono altra!
E non si tratta d’un caso isolato di un pazzo sclerotico che travisa e trasforma le cose. Sono in tanti e tutti insieme, spesso all’unisono.
Non so ad altri, ma a me è capitato di chiedermi … ma sono io che non capisco e che penso che gli altri siano solo stomachevoli prestigiatori della politica?
Per fortuna, e sta capitando sempre più spesso, ci sono giornalisti, scrittori e persone dotate di capacità di discernere che s’esprimono in dissenso con coloro con cui fino a pochi mesi addietro erano in piena sintonia.
Se si mettono in discussione i numeri, e se si mettono in discussione alcuni fenomeni e scenari della contemporaneità sociale e politica, benché evidenti e limpidi per origine e chiarezza, è lapalissiano che ci sia qualcosa che non va.
E non è roba di poco conto, perché coinvolgono questioni serie e preoccupanti: si pensi allo sviluppo e all’occupazione, si pensi ai conti pubblici, si pensi alle conseguenze dei fenomeni migratori senza controllo, si pensi all’iniquità di una giustizia che criminalizza chi resiste e si difende e assolve chi delinque, si pensi alle guerre in corso in cui ci sono state due evidenti situazioni aggressive, e la narrazione in cui è l’aggredito ad esser indicato colpevole.





