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PSICOPATICI IN AZIONE NEL METAVERSO GEOPOLITICO

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L’ennesimo tour di Zelensky in Europa sta dimostrando che la realtà è ormai sfuggita di mano alle leadership (se così si possono ancora chiamare) occidentali.

Siamo, come al solito, sul palcoscenico della propaganda, in una sorta di metaverso dove si agitano gli psicopatici.

Sostenere che la pace giusta è quella che consegue alla vittoria dell’Ucraina e alla ritirata della Russia dai territori occupati è pura fantasia propagandistica, che può anche essere concessa al presidente ucraino, che ha legato il suo destino a questa narrazione, ma non ai vari chiacchieroni europei che giocano alla guerra sul filo del rasoio di una terza guerra mondiale.

Tra il 9 e l’11 luglio del 1971, dopo un viaggio in Pakistan, Henry Kissinger si incontrò con Mao. Il tema era quello di evitare una convergenza stretta tra Cina e Unione Sovietica, in quanto i due imperi comunisti sarebbero stati troppo forti anche senza bomba atomica. Figuriamoci oggi che la Russia ha un arsenale atomico enorme.

In una recente trasmissione, prima di essere licenziato da Fox News, Tucker Carlson ha intervistato Tulsi Gabbard e presentandola ha detto: “Tulsi Gabbard è un ex membro del Congresso, un ex candidato presidenziale, e una delle pochissime persone, al mondo, che sia andata in televisione, dopo l’invasione di un anno fa, per dire che la situazione potrebbe diventare davvero pericolosa. E aveva ragione. E ora che la Cina si sta allineando con la Russia e sostiene efficacemente lo sforzo bellico russo contro di noi, questo mi sembra un enorme punto di svolta”.

Tulsi Gabbard, che è uscita dal Partito democratico non condividendone la deriva, intervenendo afferma: “Bene, hai sentito dallo stesso Zelensky parlare delle conseguenze della terza guerra mondiale. Il fatto è che ha già chiarito molto esplicitamente che lui ritiene che siamo già nella terza guerra mondiale. L’Ucraina è la punta della lancia. Ed è così che giustifica la richiesta, facendo pressione sugli Stati Uniti e su tutti i paesi della NATO, di equipaggiarlo con tutte le armi, gli aerei e i carri armati che gli Stati Uniti e la NATO abbiano a disposizione per andare a combattere questa guerra in cui ci troviamo contro la Russia. Sta facendo tutto il possibile per coinvolgere la NATO e gli Stati Uniti in questa guerra, in un conflitto con la Russia. Vi ricordate quando il sistema di difesa missilistica ucraino purtroppo ha avuto un missile che è finito in Polonia, e ha ucciso due civili in una fattoria. Cosa ha detto Zelensky? La prima cosa che ha detto, in prima persona davanti alla telecamera, era che si trattava di un attacco diretto da parte della Russia contro un alleato della NATO e contro gli Stati Uniti. E ha chiesto che la NATO attaccasse direttamente la Russia. La cosa spaventosa per me, Tucker, è sentire persone come Zelensky, sentire democratici e repubblicani al Congresso degli Stati Uniti, e vari funzionari dell’amministrazione Biden parlare così tranquillamente e con un viso impassibile della terza guerra mondiale. Ci dicono come la vinceremmo. Come risponderemmo all’uso di armi nucleari tattiche. Quali sono le nostre opzioni in questo campo di battaglia. Dimenticando le parole di Ronald Reagan quando disse che una guerra nucleare non può essere vinta e quindi non dovrebbe mai essere combattuta. Questa terza guerra mondiale, questo percorso su cui ci troviamo, a meno che non cambiamo rotta, si tradurrà in una guerra nucleare. Tutti i paesi dotati di armi nucleari nel mondo sono su questo percorso verso uno scontro frontale”.

Commenta Tucker Carlson: “La stragrande maggioranza delle persone capisce che una terza guerra mondiale significherebbe la distruzione dell’Occidente. Non la vogliono. Perché dovrebbero volerla? Ci vivono”.

Eccoci di fronte alla realtà.

L’Ucraina ha chiesto missili a lunga gittata per colpire la Russia nel suo territorio. Cosa che provocherebbe un’escalation difficilmente contenibile e che potrebbe portarci verso un conflitto nucleare.

Roberto Mazzoni, giornalista indipendente, che informa dalla Florida, fa notare che “le armi promesse da Joe Biden agli ucraini non sono state ancora spedite, se non in minima parte, e che arriveranno l’anno prossimo. Gli ucraini continuano a premere per avere missili con una gittata di 300 km per poter colpire direttamente la Crimea e una parte della Russia, ma finora gli americani si sono rifiutati di consegnarli, mentre i britannici stanno consegnando i loro Storm Shadow che hanno una gittata di 300 km e di cui i britannici hanno numerosi esemplari. Vediamo quindi – sottolinea Mazzoni – che la Gran Bretagna è molto più motivata a far proseguire questa guerra e a generare un’escalation rispetto agli Stati Uniti, così com’era già successo anche nella Prima Guerra mondiale”.

“Gli Storm Shadow – fa notare sempre Roberto Mazzoni – devono essere lanciati da un aereo che può essere facilmente abbattuto dalla contraerea russa e viaggiano al di sotto della velocità del suono quindi possono essere intercettati più facilmente. Gli ATACM, Army Tactical Missile System, americani sono invece supersonici e vengono lanciati da terra, quindi sarebbero molto più difficili da intercettare e qualora forniti dagli Stati Uniti costituirebbero un’escalation molto pericolosa”.

La logica di Zelensky è chiara. Nessuna mediazione e nessun mediatore, perché un accordo di pace presuppone la sconfitta della Russia.

Siamo nel Metaverso delle pie illusioni, dove il tutto è propaganda.

Ovviamente alla narrazione di Zelensky si accodano ossequienti gli ectoplasmatici leader europei, perché, come comanda la Nato, dall’idea della vittoria dell’Ucraina non ci si può scostare, pena essere considerati amici di Putin e via elencando.

Va precisato che non è in discussione l’atlantismo, ma alcune idee che emergono nell’area atlantica. Essere atlantisti e indiscussi alleati degli Usa non significa dare man forte a tutti gli psicopatici che tentano di trascinarci in un conflitto mondiale e non è automatico essere filo Partito democratico.

Atlantici sì, ma con il cervello ancora attaccato.

Anche i bambini dell’asilo capiscono che la Russia non cederà mai il Donbass e la Crimea se non per una sconfitta sul terreno, ossia in seguito ad una controffensiva che ricacci i russi oltre i confini dell’Ucraina prima dell’annessione della Crimea e del Donbass.

Chi ha testa capisce che un contrattacco a Bakhmut non può essere confuso con una controffensiva.

Chi non ha testa fa propaganda sui media mainstream a discapito dell’intelligenza.

Non è un caso che lo stesso Zelensky abbia fatto chiaramente capire che la controffensiva è rinviata, perché l’Ucraina non è pronta e, dato il reale invio di armi da parte dei paesi occidentali, forse non lo sarà mai.

L’Ucraina potrebbe essere pronta ad una controffensiva se ci fosse un intervento massiccio di invio di armi sofisticate da parte degli Usa e degli alleati atlantici, ma questo significherebbe superare la linea rossa che porta ad un possibile conflitto diretto tra Nato e Russia.

Sulla pelle dell’Ucraina si sta svolgendo anche una sorta di braccio di ferro nell’anglosfera, dove l’Inghilterra si propone come leader dell’area polacco baltica, in barba a Biden e, soprattutto, alla faccia dell’Unione Europea, che sembra sempre più un insieme di birilli instabili.

In questo contesto si pone la posizione dell’Italia che, con Giorgia Meloni, sta in rigorosa linea con la Nato (e non potrebbe fare altrimenti), ma spera in una mediazione che ponga fine alla guerra.

Come ricorda La Verità, alla presentazione del libro di Antonio Spadaro, Giorgia Meloni ebbe a dire: “Nel ruolo degli Stati nazionali io credo che la cosa più preziosa che si possa fare è creare un equilibrio tra le forze in campo, che è da sempre la precondizione per qualsiasi tavolo negoziale, perché se qualcuno vince e qualcuno perde non c’è bisogno di mettersi d’accordo”.

Può anche non piacere a Zelensky, ma oggi, l’equilibrio è quello di un fronte assolutamente stabile e che non accenna a muoversi, se non per piccoli avanzamenti o arretramenti nell’area di Bakhmut, più per questioni propagandistiche che di sostanza.

Consentire alla Cina di mediare una soluzione sarebbe, per Joe Biden, l’ennesimo schiaffo in faccia. Anzi, più che uno schiaffo un uppercut da knockout.

Una mediazione cinese sarebbe la dimostrazione che il Dragone è ormai dominante sulla scena del mondo dal punto di vista diplomatico. Cosa che si appresta ad essere grazie all’insipienza dell’amministrazione Usa che pare aver perso lucidità.

In ogni caso, considerato che gli Usa continuano ad asserire che la Cina è il principale nemico, non si capisce per quale motivo continuino a cercare di confliggere con la Russia, per il tramite dell’Ucraina, mettendo la Russia sempre più nelle braccia del Dragone.

Sarebbe saggio fare come ha fatto Kissinger con Mao, ossia aprire un negoziato con la Russia.

Ma non è così.

Solo un presidente compromesso con la Cina o, meglio al suo servizio, può avere una postura internazionale come quella di Joe Biden.

Forse non è distante dalla verità quanto sostengono i repubblicani in merito alla compromissione della famiglia Biden con il Dragone.

Se avessero davvero ragione i repubblicani, questo significherebbe che l’amministrazione Biden ha perso qualcosa di più della testa.

Non va sottovalutato anche quanto afferma Roberto Mazzoni a proposito delle leadership attuali.

“Una delle caratteristiche stabili degli psicopatici – sostiene Roberto Mazzoni – è di non prendersi mai responsabilità per i danni da loro procurati, ma di cercare d’incolpare sempre qualcun altro. Un’altra caratteristica tipica di uno psicopatico è di danneggiare quante più persone e cose possibili, mentre al contempo sostiene di volerle aiutare. Un’altra caratteristica tipica degli psicopatici è che sono costantemente coinvolti nel creare e amplificare i conflitti su piccola o grande scala, ovunque siano presenti. Lo psicopatico è spesso molto difficile da individuare e può sembrare molto convincente, come dimostrato dal fatto che alcuni riescono a salire indisturbati a posizioni di grande potere dalle quali possono provocare il maggior danno possibile. Lo psicopatico inoltre non fa differenza tra amici e nemici e porta inevitabilmente alla distruzione del suo stesso gruppo, della sua stessa nazione e dei suoi stessi alleati. Inoltre, gli psicopatici possono essere anche estremamente intelligenti ed estremamente convincenti. Li si riconosce dalle loro azioni e i più pericolosi sono quelli che usano l’umorismo per abbindolare le persone. L’obiettivo fondamentale di qualsiasi psicopatico è di distruggere qualsiasi altra persona con l’eccezione di se stesso. E agirà in tal senso nella misura in cui gli si dà potere”.

A ben guardare la costante azione distruttiva dell’Occidente da parte delle élite occidentali fa pensare che ci sia stata una sorta di cooptazione tra psicopatici ai vertici delle nazioni che ne fanno parte.

Forse davvero la spiegazione dell’attuale politica occidentale sta nella psichiatria.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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