
di Francesco Pontelli
Alle soglie di una una nuova recessione, ecco gli effetti disastrosi della politica economica e strategica italiana ed europea portata avanti con cecità ideologica, sia nel nostro paese come nell’intera Unione Europea in questi anni, che ha portato a una dipendenza verso i paesi produttori di petrolio (OPEC), per i quali l’unico obiettivo era e resta quello di accumulare ricchezze iniziare a sovrastare politicamente i paesi consumatori.
La totale genuflessione energetica, che interessa interi settori industriali, di fatto pone le basi per una vera e propria dipendenza verso una superpotenza (Cina), la quale mostra strategie espansive dominanti, sia politiche che strategiche, ed ovviamente economiche molto invasive e preoccupanti per la nostra democrazia.
Mentre negli anni Settanta la contrapposizione tra i due blocchi politici, quello occidentale e quello del socialismo reale, era rappresentata dal muro di Berlino, ora abbiamo fagocitato all’interno delle nostre istituzioni i nemici del nostro stesso sistema economico e politico.
Questi hanno assunto le sembianze degli ambientalisti, per di più “auto sottoposti” ad una metamorfosi kafkiana, mediate la quale si sono trasformati da soggetti politici ad agenti di distruzione del nostro sistema politico economico e sociale.
La dipendenza dalla nostra economia da un sistema totalitario come la Cina rappresenta il loro vero obiettivo politico, ottenuto attraverso l’ imposizione ambientalista degna di una ideologia talebana.
Una strategia che peraltro ha spostato l’oggettività dei problemi verso scelte squisitamente politiche e soprattutto ideologiche, che nei fatti penalizzano una doverosa cultura ambientalista, realistica ed ispirata al buon senso, per la quali tutte le persone non possono che nutrire la massima attenzione.




