Home Politica estera PIANTADOSI A TRIPOLI, “SBARCHI IN AUMENTO E RISCHI DI ESCALATION”

PIANTADOSI A TRIPOLI, “SBARCHI IN AUMENTO E RISCHI DI ESCALATION”

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A cura di Agenzia Nova 

La capitale libica Tripoli ha ospitato un incontro di alto livello sulla cooperazione in materia migratoria*, alla presenza del commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, del ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, del ministro maltese per gli Affari interni e la Sicurezza, Byron Camilleri, e del ministro greco dell’Immigrazione, Thanos Plevris.
A fare gli onori di casa è stato il ministro dell’Interno del Governo di unità nazionale libico, Emad Trabelsi. Nel corso dell’incontro, Piantedosi ha lanciato un segnale d’allerta sull’aumento degli sbarchi di migranti provenienti dalla Tripolitania rispetto allo stesso periodo del 2024, sottolineando che si tratta perlopiù di cittadini bengalesi, eritrei ed egiziani. “La situazione, con la stagione estiva, rischia di peggiorare ulteriormente”, ha detto il ministro, annunciando che l’Italia è pronta a consegnare due imbarcazioni alla Guardia costiera libica, rimesse in efficienza dalla Guardia di Finanza.
 
Piantedosi ha parlato di “grande sintonia di visione” con Trabelsi e di una strategia condivisa fondata su quattro direttrici. La prima riguarda il rafforzamento dei rimpatri volontari assistiti dalla Libia, grazie al supporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che nel primo semestre dell’anno ha già registrato un aumento rispetto allo stesso periodo del 2024, sebbene i numeri restino “insufficienti”.
Il secondo asse si concentra sul sostegno alle autorità libiche nella gestione dei centri per migranti, anche con il contributo dell’Unione europea, dell’Oim e dell’Unhcr (l’agenzia dell’Onu per i rifugiati). Terzo elemento è il rafforzamento della gestione integrata delle frontiere libiche, in particolare quelle marittime, dove la cooperazione con l’Italia ha prodotto “ottimi risultati”.
 
Tuttavia, Piantedosi ha chiarito che l’obiettivo strategico resta quello di interrompere i flussi alle frontiere meridionali, considerate la base logistica delle reti di trafficanti. Da qui la proposta, condivisa a Tripoli, di istituire un nuovo programma europeo dedicato alla fascia sud della Libia, che incorpori iniziative concrete contro i trafficanti e preveda risorse finanziarie specifiche. Il ministro ha ricordato che le attuali attività di capacity building si concluderanno a dicembre, sottolineando l’urgenza di avviare un nuovo piano complessivo di supporto alle forze libiche, anche in termini di uomini, mezzi e strumenti di law enforcement.

* diversamente dal governo orientale di Bengasi, che per ragioni procollari ha respinto poi la delegazione.

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  • Redazione

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