Home Cronaca PER IL MONDO DEL CALCIO REGOLE DI RISPETTO E TRASPARENZA

PER IL MONDO DEL CALCIO REGOLE DI RISPETTO E TRASPARENZA

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L’ultima partita di recupero del campionato italiano di serie A – Atalanta – Fiorentina – si gioca in quel di Bergamo.

A campionato finito, a consuntivo i fondi internazionali di finanza iniziano a giocare partite molto complesse e ciniche sulla pelle dei tifosi.

La posta in gioco è un affare che controlla i più prestigiosi club italiani di calcio: Inter, Milan, Roma e  molte altre società.

Ieri l’altro in un tribunale del Lussemburgo è iniziato ad andare in scena uno scontro all’arma bianca tra i fondi internazionali Elliott e Blue Skye Partners, investitori dell’area Milan: sul tavolo accuse pesanti di Elliott, ricatto, estorsioni e false dichiarazioni.

Cause civili in Lussemburgo ed esposti penali in Italia .

In contemporanea nell’area Inter, dopo lo scudetto e i festeggiamenti, Tobia De Stefano, sulla Verità, sottolinea come dopo tanti giochi finanziari che durano da molti anni fra i vari fondi finanziari esteri che orbitano in questo club prestigioso ,ad oggi nessuno sa dire al commissario Covisoc chi possiede il 30% delle azioni della società .

Per dirla in breve, quello che appare è uno scenario molto deprimente che ha bisogno di regole e trasparenza.

Alcuni giorni fa, facevo osservare al mio amico Sandro Roazzi, giornalista della Rai, grande tifoso della Roma, che nello sport- e nel calcio in particolare- servono idee da praticare a lungo termine, lealtà e conseguenza affidabilità per formare un ambiente sano e questo per poter dare un quadro di riferimento al territorio che questa impostazione è fondamentale per far giocare bene nel lungo periodo la propria squadra.

Oggi tutti i club tendono a fare il passo più lungo della gamba, come si usava dire una volta. Tradotto, significa dare la precedenza al primato della finanza: uno standard molto in uso anche nel mondo della politica.

Fare debiti impossibili da coprire e da onorare è un atto che sfregia i cittadini tifosi ,significa manipolarne le loro stesse speranza sportive ,giocare d’azzardo con i loro generosi auspici , tanto più se poi le società che vincono trofei e scudetti con questo andazzo di prestiti con il pretesto di fornire l’ombrello della bandiera, alla fine può risultare un astuto pretesto per fornire una droga che nasconde interessi e slealtà non dichiarati. Alla fin fine in molti casi sono operazioni farlocche .

Se una società di calcio vince facendo debiti stratosferici – per più stagioni congiunturali – non serve certo a riportare nell’ambiente delle società stessa regole etiche molto rigide cui invece dovrebbe attenersi .

I casi pare siano oggi troppi .

Ne consegue che chi sgarra sui giochi amministrativi debba essere penalizzato a favore di quelle società che hanno assunto “una cultura premiale “ di valore, che rappresenta una garanzia di trasparenza e di rispetto del pubblico pagante o meno .

A chi bara deve essere imposta una regola che se una società ha un bilancio strampalato fatto di prestiti ingannevoli o di bond prodotti da giochi “di scatole cinesi “, anche se sta ai vertici della classifica del campionato va declassato in automatico almeno di 15 punti di penalità.

La correttezza di bilancio deve stare obbligatoriamente in equilibrio con il gioco sul campo di calcio dove l’anima dei tifosi deve trovare grande rispetto come espressione di garanzia di lealtà.

Il resto sono piagnistei inutili che sporcano solo la maglia.

Senza trasparenza non si esce dal Colosseo e di solito si viene sbranati dai leoni del mondo della finanza internazionale .

Sono nato nelle valli Bergamasche e mi attengo sempre a quanto nel bene e nel male mi hanno insegnato sui campetti dell’oratorio a dire pane al pane e vino al vino !

È così dovrebbe essere anche nei giochi odierni.

Specialmente nei giorni del raccolto ….prima si guarda il bilancio poi si può esultare nell’oggi ,come condizione per festeggiare “forse “ il domani con maggiore serenità .

La maglia – va sempre ricordato – e la sintesi di una bandiera per grandi e piccoli e un simbolo storico popolare di identificazione .

La finanza con le sue aspirazione di creatività deve sempre portare attenzione e rispetto .

Conosco e seguo con attenzione e ammirazione da molto tempo il giornalista Tobia De Stefano su questi temi di intreccio tra sport e finanza creativa e l’attenzione spasmodica che questo modo guarda con attenzione ad usare la squadra della città per arrivare ad avere uno stadio da darsi come garanzia di giochi impropri .

Ieri – cioè nel lontano 17-3- 2004 – in un’intervista sul Corriere della sera fatta da Massimo Mucchetti a Bruno Tabacci – tifoso dell’Inter – chiese esplicitamente e simbolicamente a Massimo Moratti “di capire“ quanto concorre sulla mia bolletta della luce l’ingaggio di Bobo Vieri.

Il riferimento riguardava gli incentivi della legge del Cip 6 del 92 riguardante i forte incentivi che anche il suo gruppo industriale percepiva da una legge che con il pretesto di una produzione di energia ecologica pulita il suo gruppo da tempo percepiva a piene mani .

Pollone di calcio che da molto intreccia con interessi finanziari agitando passione e tifo .

Forse anche oggi più che chiedere “nuovi stadi“ di proprietà sarebbe molto opportuno chiedere “più trasparenza“ e regole certe e condivise basate sulla “cultura della premialità” sul bel gioco, ma in contemporanea su “sanzioni efficaci e certe“.

Il gioco del calcio deve ispirarsi “alla gioia lealtà e bel gioco“ non solo ai giochi carsici del mondo della finanza legata alla “pubblicità regresso“.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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