
di Achille Nobiloni
Ipocrisia all’ennesima potenza! La mazzata senza precedenti concentrata sulle pensioni che superano i 3.760 euro netti al mese servirà a dare l’impressione di una giustizia fiscale che colpisce duramente le cosiddette “pensioni d’oro” nascondendo all’opinione pubblica il fatto che la progressività fiscale già colpisce i percettori delle pensioni che superano tale soglia (peraltro tutt’altro che d’oro) i quali già pagano l’aliquota IRPEF più alta: in sostanza già oggi chi ha di più paga di più e il blocco dell’adeguamento della pensione all’andamento dell’inflazione altro non è che una aggiuntiva tassazione incostituzionale. Pronunce giurisdizionali in tal senso già esistono ma il governo se ne frega!
Il governo se ne frega anche del normale criterio di progressività in quanto la mazzata non viene applicata solo alla parte di pensione eccedente i 3.760 euro bensì sull’intera pensione ignorando tutti gli scaglioni sottostanti per i quali il taglio è più basso.
In pratica è come se una persona con un reddito annuo di 51.000 euro non pagasse il 43% di IRPEF solo sui 1.000 euro eccedenti i 50.000 ma sul suo intero reddito, cioè il 43% di imposte su ogni singolo euro di reddito.
Altra cosa scandalosa è che quanto sopra sono due concetti elementari dal punto di vista sia della logica sia dell’equità fiscale sia addirittura da quello della semplice aritmetica ma il governo se ne frega e nessun organo di informazione si prende la briga di illustrarli all’opinione pubblica.
Pigrizia? Incapacità? Malafede?
Di certo abbiamo un governo (e a questo punto anche tecnici ministeriali che lo consigliano) fra i peggiori di sempre… ma anche la stampa e l’informazione in generale non sono da meno!
Poi regaliamo i soldi ai radical chic di Cinecittà che producono film che non vede nessuno, fermo restando che produrre un film è una attività imprenditoriale come tutte le altre.





